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“LA NEW YORK, DA ME!!!”

Tale è probabilmente il livello di inglese americano percepito dagli indigeni Newyorkesi al mio proferir parola, esprimendomi io in un improbabile e maccheronico inglese arabattato.

Così, colto dall’ennesima crisi fotografica, decido a marzo 2011 di andare nella “grande Mela”, per rinvigorire in 10 giorni le voglie fotografiche e distrarre le sinapsi dai noiosi pensieri giornalieri.

Non sono particolarmente interessato a monumenti, musei o alla storia del luogo, amo fotografare ciò che mi ispira… che ovviamente può anche essere l’opera dell’Uomo, come una campata del ponte di Brooklyn

…o l’interessante raffronto di una torre moderna sfacciatamente vicina ad un campanile… visto attraverso un ponteggio…

Ma quello cui sono interessato principalmente, e che mi ha portato a visitarla, è semplicemente una quantità pressochè unica di etnie e di usanze, talvolta incredibilmente contrastanti!

Una cosa che mi ha colpito è che passeggiando a Time Square, vero punto nodale di NY e, forse, del mondo intero, si percepisce un bigottismo di base (veramente consolidato negli USA) che si contrappone ad una totale libertà di espressione, talvolta culminando in violenti scontri verbali fra passanti!

Ma New York mi ha lasciato dentro soprattutto una sensazione di “set cinematografico”, vuoi per l’abitudine di aver visto migliaia di volte immagini della città in altrettanti film, vuoi per i giochi di luce che palazzi tanto alti ed illuminati riescono a formare ad ogni ora del giorno e della notte…

… o più semplicemente per la varietà di spunti che tanta gente, freneticamente coinvolta nella propria vita, può offrire…

Insomma… una New York City, la mia, decisamente votata alla gente che la abita. Gente comune, particolarmente presa da quella “noia” da cui io stesso scappavo! Ma anche sognante, sempre un po’ più incline all’ottimismo e alla consapevolezza che “volere è potere”.

Una bella NY, dal mio punto di vista…. che è proiettato nel tentare, almeno, d’osservare attraverso gli occhi di coloro che la sognano… possono farlo al centro di Time Square, sognando i fasti di Broadway….

…o sul traghetto per Ellis Island, magari sentendo nel vento brividi simili a quelli provati dai primi immigranti…