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Vorrei tornare nei posti dove son stata

vorrei tornare nei posti dove son stato,
spiegarti di quanto tutto sia poi diverso
e per farmi da te spiegare cos’è cambiato
e quale sapore nuovo abbia l’universo.

Francesco Guccini – Vorrei

Una volta, su una di quelle Smemoranda impiastricciate di qualche compagna delle superiori che a tutto servivano tranne che per segnare i compiti, lessi qualcosa su due innamorati i quali, vivendo uno distante dall’altro, fissavano nello stesso momento la luna per sentirsi più vicini. Questa è una delle frasi sdolcinate che si scrivono con l’Uniposca quando dell’amore si cominciano ad avvertire i primi brividi ma, per quanto ingenua, porta quel fondo di verità che continuiamo a cercare anche in età più adulta: le gioie più autentiche sono quelle che puoi condividere con qualcuno che ami.

Per questo motivo, dopo alcune primavere di gioie e dolori causati da quel muscolo pulsante collocato più o meno al centro della gabbia toracica e un numero imprecisato di infatuazioni, il pensiero più ricorrente che ho dacché qualcosa mi si è smosso tra gola e pancia è quello di rivivere i posti nei quali sono stata in altre occasioni per assaporarne lo stesso odore di quando ti passo una mano tra i capelli.

Firenze - Ponte Vecchio - foto di Flickr di Andrea Parisse

Vorrei riscoprire il valore romantico dei ponti che formano un abbraccio tra le due sponde di un fiume, camminare sul ponte Carlo a Praga con quella lentezza delle giornate con le ore dilatate, attraversare il ponte di ghisa di Porto in stile Eiffel per costeggiare il Douro dalla parte delle cantine di vino barricato, rifare per la millesima volta il Ponte Vecchio di Firenze senza guardare nemmeno una gioielleria, ché le perle sono i tuoi occhi e uno sguardo dei tuoi non vale l’oro di tutte le Californie.

Vorrei parlare con la gente del posto e presentarti con quella fierezza genuina tipica delle persone con una scintilla accesa, ricordare con loro episodi che sembrano appartenere a una vita precedente e brindare come fossimo tutti amici da sempre. Vorrei incrociare dita sotto ai tavolini sgangherati delle abitazioni modeste di Lisbona e presentarti a uno a uno le persone che hanno incrociato il mio cammino quando lì era di casa la spensieratezza.

Vorrei solcare i mari dei racconti e bagnarmi con la stessa acqua che ha lambito i tuoi piedi su spiagge lontane, anche se i ricordi bruciano ancora, nonostante tutto scorra. Ci immagino lungo il Tejo dalle parti di Belém dentro le braccia accoglienti del Cristo Rei e sulla passeggiata di Cannes come due divi ma dai sorrisi più sinceri.

Docas - Lisbona - foto di Flickr di Alatryste

Vorrei sfogliare i libri usati lungo la Senna parigina, dare da mangiare agli scoiattoli a Hyde Park a Londra, ammirare un Picasso a Malaga, rilassarmi allo Stephen’s Green a Dublino. Vorrei stringermi in un piumone sotto la volta invernale del nord Europa per rasserenare quelle stelle che mi videro cupa e sventolarmi sotto soli caraibici che mi conobbero solo nel grembo di mia madre durante il viaggio a Cuba con mio padre.

Vorrei che tu mi portassi nei luoghi che hanno fatto di te l’uomo che sei e scoprire insieme ogni posto della terra con lo slancio del primo giorno in cui mi hai detto “partiamo”.