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Pienza, un gioiello d’arte nel paesaggio da sogno della Val d’Orcia

Montalcino, San Quirico d’Orcia, Pienza e Montepulciano. Quattro borghi toscani disposti su una linea ideale che da ovest a est corre poco sopra il 43° parallelo. Quattro luoghi incantevoli a cavallo della Val d’Orcia, dove le bellezze artistiche e paesaggistiche raggiungono altissimi livelli.
Se volete concedervi un bel weekend all’insegna del relax, della buona cucina e dell’arte, una scelta sicura è dirigersi verso questo lembo di terra senese nel sud-est della Toscana.
Forse fra tutte quelle menzionate Pienza è la meno nota e la più piccola. Non per questo non merita una visita!

Foto di Olivia & Marino

La prima volta che ci sono andato risale ai tempi del Liceo e come tutto ciò che toccava il mio prof d’italiano – un re Mida sui generis con il potere di trasformare l’oro in latta – i frammenti che riemergono dai ricordi nebulosi di quella lunga giornata sono legati a spiegazioni interminabili sulla teoria della città ideale di Leon Battista Alberti e alla noiosissima storia di Enea Silvio Piccolomini…
Sperando di non essere un degno allievo di colui che è riuscito per anni a farmi odiare la letteratura, vi racconto in breve la storia di Pienza: il suo nome in origine era Corsignano, finchè non venne cambiato in quello attuale da papa Pio II, che vi era nato agli inizi del 1400.

Foto di Stifunggegenstand

Affascinato dalla teoria dell’Alberti, il pontefice volle trasformare il paese natio in una città e fece iniziare i lavori nel 1459. A dirigerli venne chiamato uno dei discepoli del maestro fiorentino, l’architetto Bernardo Rossellino a cui è stata dedicata la strada principale che taglia orizzontalmente il borgo a metà. Vennero innalzati nuovi palazzi destinati ad ospitare i cardinali del seguito papale ed i bisognosi (le 12 “Case Nuove”) e riqualificati edifici esistenti, sorsero la Cattedrale e di fronte il Palazzo Pubblico. Finchè… nel 1464 la morte di Pio II non causò una brusca interruzione.
Il progetto rimase incompiuto ma le opere costruite e quelle già esistenti intorno alla centralissima piazza Pio II hanno permesso a Pienza di entrare già nel 1996 a far parte dei Patrimoni naturali, artistici e culturali dell’Unesco.

Foto di DarkB4Dawn

Dopo aver parcheggiato l’auto in prossimità di Porta al Prato, attraversate l’arco che consentiva l’accesso occidentale all’interno delle vecchie mura e attraversate Corso Rossellino. Dopo poche decine di metri troverete la chiesa gotica di San Francesco e fianco il Palazzo Piccolomini che per molti aspetti assomiglia a Palazzo Rucellai (progettato dall’Alberti) a Firenze, che dispone di un loggiato che ospita le varie manifestazioni e le sagre che si svolgono durante l’anno.
Un altro passo ed eccoci arrivati in piazza Pio II. Su di essa si affacciano il Palazzo Pubblico sopra citato, la Canonica, il Palazzo Vescovile e la Cattedrale, un altro piccolo gioiello di Pienza ispirato alle Hallenkirchen tedesche.

Da vedere anche la Pieve di San Vito ma soprattutto la via del Castello che parte poco prima di Porta del Ciglio (all’altra estremità della cittadina, circa 300 metri dall’altra Porta….) e si dipana lungo le mura. Un percorso dal quale potete godervi un magnifico panorama della Val d’Orcia.