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Volterra: una terra accogliente

Tutto ebbe inizio con un invito lanciato su Facebook dall’Agrihotel il Palagetto che recitava “aspettiamo tutti i partecipanti del Pisa Blog Tour a Volterra”. Considerando che cinque degli otto membri di Travel Different avevano partecipato all’evento pisano nel giugno scorso e presi da un moto di spirito di squadra abbiamo pensato all’unanimità che l’occasione poteva essere ghiotta per fare il primo incontro ufficiale di questo blog scritto a sedici mani.

Oltre a questo gradito invito era da tempo che pensavamo di riunirci per conoscerci di persona ma non solo. Questo incontro è stato un banco di prova per il primo di – si spera – una lunga serie di numeri speciali di Travel Different. Questa settimana andrà, quindi, in rete “Speciale Volterra” con 5 post sulla bella città Toscana. La nostra due giorni in terra Toscana ha avuto copertura sui social media in tempo reale (su Facebook, su Twitter con l’hashtag #volterradifferent, su Foursquare, su Flickr) e vogliamo farvela vivere insieme a noi tramite questi articoli.

Buona lettura!

#volterradifferent

La Toscana è caratterizzata da moltissimi paesi adagiati su colline, scavati nelle rocce o arroccati su cucuzzoli. Un tempo erano scenari di aspre contese tra signori locali, oggi sono mete turistiche ambite per chi vuole scoprire antiche botteghe artigiane, conoscere luoghi raffinati e fuori da tempo e assaporare la cucina locale nelle osterie.

Il campanilismo, ossia la convinzione che ogni cocuzzolo rappresenti il centro del mondo, è radicato più che in ogni altra realtà italiana. Se da una parte gli antagonismi e la conflittualità latente hanno prodotto malumori, rivalità e, nel peggiore dei casi, guerre, guardandola dal lato positivo capiremo che questo ha contribuito a preservare una solida identità in posti altrimenti destinati ad una pallida decadenza.

L'Agrihotel Il Palagetto nella campagna di Volterra

Volterra, però, guai a chiamarla borgo: è una città a tutti gli effetti in quanto sede di uno dei dodici magistrati supremi delle città etrusche tra il V e il IV secolo a.C. Il nome antico di Volterra è Velathri e percorrere a piedi le sue strade equivale a fare un viaggio attraverso gli anni percorrendo secoli di storie e vicende. Volterra sorge sulla sommità di una collina in cui l’erosione dei venti e frane e smottamenti hanno prodotto le caratteristiche “Balze”.

Ogni pietra sembra parlare, a partire dalla centrale Piazza dei Priori dove è avvenuto il primo incontro tra i blogger di Travel Different: nemmeno il tempo di dirsi “Ciao” e la nostra guida d’eccezione, l’assessore Paolo Moschi, ci ha fatto immergere grazie alle sue spiegazioni nel clima che si respira a Volterra.

L’impostazione urbanistica è decisamente medievale,con numerose case torri e vicoli stretti circondati da case di pietra. Anche Piazza dei Priori, sede del potere temporale e di un mercato settimanale per centinaia di anni, è medievale ed è dominata dal palazzo nel quale aveva sede il governo e risalente al duecento. Adiacente ma separata da questa piazza troviamo Piazza San Giovanni, centro del potere religioso, dove si levano il Battistero e la Cattedrale di Santa Maria Assunta (XII-XIII secolo), al cui interno spiccano il pergamo duecentesco e il gruppo ligneo policromo della Deposizione, capolavoro della scultura romanica.

La cinta muraria di Volterra è lunga circa 7 chilometri e un punto di interesse da non perdere è la Porta all’Arco in tufo edificata dagli etruschi nell’VIII secolo e sormontata da tre teste di pietra rappresentanti probabilmente Giove e i Dioscuri Castore e Polluce.

Il punto più alto di Volterra ospita l’acropoli. Qui in epoca medievale fu edificata una fortezza resa maestosa da Lorenzo il Magnifico.

I Blogger di Travel Different

Volterra oltre ad essere una stupenda città medievale è anche un ottimo punto di partenza per chi abbia voglia di innamorarsi o riscoprire una terra ricca di storia, cultura e tradizioni, soprattutto enogastronomiche e d’accoglienza. In tema di accoglienza, la città offre diverse tipologie di sistemazione, dai classici hotel ai bed & breakfast, ma essendo differenti, abbiamo soggiornato presso l’Agrihotel Il Palagetto, mix di servizi alberghieri e atmosfere country, dove ad attenderci c’erano la proprietaria Giulia e il suo collaboratore Rosario. L’Agrihotel è una struttura di piccole dimensioni, accogliente, con vista a 360° gradi sulle colline pisane e storica in quanto il Palagetto stava ad indicare la stazione di posta romana di Caio Curzio dove poter sostare per la notte, lungo il cammino tra le città; soggiornando in inverno non abbiamo potuto godere dell’esterno, che presenta grandi punti di forza come i diversi solarium situati nei punti strategici dell’agrihotel, la piscina da cui ammirare i tramonti dai colori intensi e la natura che vi circonda, magari in compagnia dei vostri amici animali.