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La Roma verace: Trastevere

Di tutti i quartieri che ho visitato a Roma il mio prefetito in assoluto è Trastevere. Vuoi per i locali della movida romana, vuoi per l’informalità o per gli scorci che si aprono inaspettati tra una via di sanpietrini e l’altra, Trastevere mi ha sempre riservato delle gran belle serate ogni volta che ho visitato la città eterna.

Ripescando una vecchia guida di Roma arrivata a casa mia chissà come, mi ha fatto ridere che si descriva Trastevere così: “Il rione mantiene ancora oggi vive le proprie tradizioni popolari e prettamente romanesche che lo rendono assai pittoresco e che ne fanno anche il centro, ricercato e stimolante, di un’intensa vita bohèmienne“. Ecco, io non lo avrei definito esattamente bohèmienne, però confermo la veracità del quartiere ed è proprio questo tratto peculiare che me lo fa apprezzare.

Sanpietrini a Trastevere

Trastevere deriva il suo nome – manco a dirlo – dal latino trans Tiberim, ossia al di là del Tevere, dal momento che la città ebbe origine e sviluppo sulla sponda opposta del fiume. A me piace arrivare nel quartiere proprio dalla sponda opposta del Tevere, quella dei fori imperiali, di Piazza Venezia e di Via del Corso, attraversare il Ponte Garibaldi e ritrovarmi subito lì, a inciampare sui sanpietrini tra le case popolari medievali.

Conosco Trastevere soprattutto per la vita notturna vivace, fatta di orde di persone che si spostano da un pub all’altro e di persone sedute sui gradini delle chiese e dei palazzi a chiacchierare fino a tardi. Ho mangiato in almeno tre ristoranti a Trastevere e mi sono sempre sentita a casa: nessuna formalità, massima disponibilità e consigli sempre attenti su cosa scegliere dai menu! Vi consiglio di evitare menu spudoratamente turistici e buttarvi a capofitto su ricette romane: per primo piatto bucatini all’amatriciana, spaghetti cacio e pepe, rigatoni con la pajata, spaghetti alla carbonara, gnocchi alla romana e penne all’arrabbiata (tutta roba leggera insomma!); per secondo abbacchio, trippa, animelle e per contorno puntarelle, carciofi, cicoria (continua il pasto leggero!), il tutto bagnato dal vino dei castelli (Frascati, Albano, Velletri per citarne alcuni).

Ristorante trasteverino contro la guerra e... i menu turistici!

Oltre ai ristoranti, è piacevole passare anche il dopo-cena a Trastevere: non mancano pub e locali di ogni genere. Inoltre, più di una volta mi è capitato di assistere a spettacoli di artisti di strada più o meno bravi che si esibivano nelle piazzette di Trastevere e, nel periodo più caldo, ho trovato mercatini di oggetti artigianali con oggetti veramente sfiziosi!

I più esperti e gli amanti dell’arte sapranno che a Trastevere non solo si mangia benissimo ma di cose da vedere ce ne sono tante. Si parte dalla piazza G. Gioacchino Belli con la statua del celebre autore di sonetti in dialetto romanesco per poi dirigersi in viale Trastevere con la chiesa di S. Cristogono, in via dei Genovesi per vedere la chiesa di S. Giovanni dei Genovesi, poi ancora in piazza S. Cecilia e infine nella famosa piazza dove si ammira la Basilica di Santa Maria in Trastevere, una delle prime ad essere consacrate in Roma, e ammirate i meravigliosi mosaici della facciata. E poi a seguire la piazza S. Egidio con la chiesa di Santa Maria della Scala e Palazzo Corsini che ospita la Galleria Nazionale di Arte Antica e l’Accademia Nazionale dei Lincei. Di fronte troviamo la villa della Farnesina, proseguendo per via della Lungara troviamo la chiesa di Sant’Onofrio, al termine della via la Porta di Santo Spirito e, tutto intorno, il Gianicolo.

Basilica di Santa Maria in Trastevere