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Roma da teenager

'Monument Victor Emanuel II' Rome

La città dei sette colli è una delle mete più visitate al mondo, da tutte le parti del globo almeno una volta nella vita giungono nella città eterna per scoprire le bellezze della cultura e studiare la storia antica, madre di una moderna sempre più rivolta alla rivalutazione del passato. Da siciliano, fuori dai principali snodi di trasporto Roma è sempre stata una delle prime città da voler scoprire, sin dalla giovane età ovvero quella dei teenagers :) per questo ho pensato questa volta di farvi vedere una Roma da teenager grazie anche alla collaborazione di mio fratello, insieme abbiamo focalizzato un tour su quali sarebbero i luoghi che i ragazzi andrebbero a visitare… Se Roma è la capitale d’Italia e cuore della cultura europea ma soprattutto nazionale, quindi perché non iniziare a scoprire la storia del nostro paese dal Monumento Nazionale a Vittorio Emanuele II (conosciuto anche come Vittoriano o Altare della Patria) di Piazza Venezia; punto importante per capire la storia d’Italia, o meglio è il mezzo che ci ha portato all’unità. Il monumento (nel vero senso latino del termine: monere cioè ricordare) dedicato al primo Re d’Italia è anche l’emblema dell’epoca risorgimentale, di cui ospita il Museo Centrale del Risorgimento e della storia della costruzione, ma anche il luogo del tumulo del Milite Ignoto, salma di un soldato italiano sconosciuto, scelto da Maria Bergamas (madre di Antonio Bergamas, che decise di disertare dall’esercito austriaco per unirsi a quello italiano), tra quelle dei caduti della prima guerra mondiale in rappresentanza di tutti i soldati che non hanno potuto avere una tomba con il loro nome. Dopo aver studiato la storia moderna immergersi nella più antica è semplicissimo, basta iniziare a percorrere Via dei Fori Imperiali, che il 2 giugno è una tappa cruciale per assistere alla parata delle forze armate in alta uniforme e su mezzi che hanno scritto la storia mondiale e che nel passato era una delle principali arterie dell’antico quartiere Alessandrino, che venne raso al suolo durante il periodo fascista per l’apertura di una grande strada che doveva per l’appunto collegare il Colosseo a Piazza Venezia. Di articoli sul Colosseo c’è ne sono a bizzeffe quindi ho voluto proprio evitare di parlarvi di esso ma voglio solo ricordare che è una delle mete d’obbligo per chi arriva a Roma e di non farvi truffare dai centurioni del monumento che possono arrivare a chiedervi anche 20 Euro per una foto!

Da qui una passeggiata tra i vicoli della città di Nerone fino a Villa Borghese, con una sosta per una foto ricordo dai dolci ricordi felliniani, a Fontana di Trevi e si arriva nel polmone verde della capitale per godervi la tranquillità del grande parco e il Giardino del Lago, ammirando i giochi d’acqua delle fontane ornamentali e degli scorci prospettici, il Tempio di Esculapio, in stile ionico, sito nell’isolotto artificiale del lago e raggiungibile tramite un pontile in legno. Un giro alla Basilica di San Pietro, contenitore di un’importante collezione artistica, che culmina nella Cappella Sistina di Michelangelo, ma anche libro di storia del potere temporale della chiesa. Raggiungendo la fermata della metro Ottaviano buttiamoci nelle viscere per raggiungere una delle più caratteristiche zone urbanistiche, portato alla ribalta da molte fiction, la Garbatella fondata negli anni venti che si distingue per i villini o palazzine di tre piani al massimo, con grande cura dei dettagli e per la diversificazione degli stili.

Vengo da una città, Napoli, che fruga e perquisisce con gli occhi. Sotto l’apparenza della strafottenza opera il più capillare sistema di controllo. Roma è opposta, un luogo di passaggio in cui nessuno controlla, nessuno pedina con gli occhi. Roma permette residenza definitiva al forestiero che tale rimane fino all’ultimo giorno. Non dà cittadinanza, tollera e non s’impiccia. Inoltre è una città di fiumi e prima di arrivarci non avevo mai visto un ponte, per me tutti quei ponti erano un’attrazione, mi ci piazzavo in mezzo per vedere l’acqua trasportare se stessa e il suo raccolto. Quando il Tevere è gonfio porta i doni ricevuti dalla piena. [Enri De Luca]