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Dreaming Piceno giorno 2: Cossignano, Ripatransone, Offida

Il secondo giorno del blog tour Dreaming Terre del Piceno si è concluso e non è facile racchiudere una giornata così intensa in un solo post! Però vogliamo che anche voi siate protagonisti, quindi proveremo a rendervi partecipi di tutti i colori, sapori, odori e scorci che hanno accompagnato la nostra giornata tra Montefiore dell’Aso, Cossignano, Ripatransone e Offida.

La mattinata è cominciata con una lezione di golf al Golf Club “I Lauri” di Montefiore dell’Aso, dove un paziente istruttore ha provato a insegnarci i nomi di tutti i tipi di erba che si trovano nei campi da golf, gli strumenti che si utilizzano, il sistema di calcolo dei punti e la postura corretta da tenere durante il lancio. Ha altresì aggiunto che non è carino urlare da un lato all’altro del campo “Lanciami la mazza!” o “Buttami le palle!”. Il campo ha un’estensione di più di quattro chilometri, conta 9 buche e la struttura è anche albergo e ristorante. E’ stato veramente piacevole trascorrere la mattinata in modo così “different”!

Buca al Golf Club "I lauri" a Montefiore dell'Aso

Dal campo di golf ci siamo trasferiti a Cossignano, il borgo più piccolo delle terre del Piceno se si escludono i municipi delle comunità montane. Dalla sommità di questo comune di poco più di 15 km² che viene definito “l’ombelico del Piceno” si gode di un paesaggio spettacolare, che spazia dal Gran Sasso ai Monti Sibillini, dal Monte Vettore innevato alle vallate di campi coltivati. Il tutto è talmente suggestivo che Elio di Elio e le Storie Tese ha deciso di comprare una casa qua. Qui ad accoglierci c’era il sindaco e una guida locale, che ci hanno accompagnato nella chiesa dell’Annunziata, affrescata riccamente e di solito chiusa al pubblico.

Affreschi nella Chiesa dell'Annunziata

Si era fatta l’ora di pranzo, quindi ci siamo spostati nell’accogliente Azienda Agricola “Fiorano”, una tenuta con distese di verde e vigneti a perdita d’occhio. Mentre i nostri artisti si scatenavano con video e foto, i blogger mangiavano ovviamente per il solo scopo di poter testimoniare e consigliare la struttura! Il cibo e soprattutto il vino erano ottimi, la campagna circostante era silenziosa e il sole ci baciava… insomma: un paradiso! Non saremmo più venuti via se non fosse che avevamo in programma la visita a Ripatransone e al vicolo più stretto d’Italia.

Ripatransone è detta “belvedere del Piceno” perché dalla sua altitudine si scorgono i profili dei monti e delle vallate circostanti ricche di argilla e arenaria, nonché si vede il mare, molto vicino in linea d’aria e i calanchi, tipici di questa zona. La nostra visita si è concentrata sui principali edifici storici religiosi  (il Palazzo Vescovile, il Palazzo del Podestà) ma soprattutto sul passaggio nel “vicolo più stretto d’Italia“. Dovete sapere che un vicolo, per essere definito tale, deve essere pavimentato, percorribile e avere almeno una finestra, e questo vince il guinness italiano coi suoi 43 centimetri di ampiezza.

Il vicolo più stretto d'Italia a Ripatransone

Il vicolo più stretto d'Italia a Ripatransone

La tappa successiva ci ha visti protagonisti di una degustazione di vini fatti con uve autoctone presso la Tenuta Agricola “Le Caniette” a Ripatransone. Il proprietario della cantina ci ha spiegato come la ristrutturazione della tenuta sia avvenuta seguendo i principi della riduzione dello spreco, dell’utilizzo delle energie rinnovabili e la cura per il design italiano. La sala delle degustazioni è in armonia con la cantina piena di barrique disposti in maniera ordinata, il posto è curato e offre un’esperienza sensoriale completa. Ristorati e belli allegri ci siamo diretti verso l’ultima tappa della giornata: Offida.

La nostra visita a Offida è cominciata nella piazza che ospita il palazzo comunale e il Teatro Serpente Aureo (molto bello) per poi proseguire nelle vie del centro storico fino alla spettacolare Chiesa trecentesca di Santa Maria della Rocca, imponente fuori e misteriosa dentro. L’ingresso immette il visitatore nella cripta a volte basse e ornata di affreschi, dietro l’altare si sale al piano superiore dove si trova la chiesa vera e propria. La visita ai luoghi di interesse architettonico e storico è stata intervallata con la scoperta della lavorazione del merletto a tombolo, una tradizione tramandata di generazione in generazione tra le donne di Offida. Vedere due donne creare dal niente un merletto a tombolo con una velocità che testimonia la loro grande esperienza e contemporaneamente sentir loro chiedere se il materiale filmato, le foto e gli appunti andassero sull’Internet è stata un’esperienza quasi surreale!

Donne e merletti

La lunga giornata si è conclusa con una cena all’Enoteca Regionale situata nelle suggestive sale dell’ex Convento di San Francesco. Qui abbiamo degustato i vini locali accompagnati da antipasti di salumi e formaggi locali. Per oggi possiamo ritenerci soddisfatti! Seguiteci su twitter con l’hashtag #dreamingpiceno per una testimonianza live delle nostre Terre del Piceno! A domani per un nuovo resoconto della giornata!