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Dreaming Piceno giorno 4: Ascoli Piceno

Ieri, per il gruppetto di Travel different al completo (eh si, è stato il primo incontro live a cui abbiamo partecipato tutti e 8!) è stata la giornata dedicata a Ascoli Piceno.

Però, prima di addentrarci nella città non ci siamo fatti mancare un’escursione all’Eremo di San Marco.

Eremo di San Marco - Ascoli PicenoL’eremo si trova sulle pendici del Colle San Marco, ed è assolutamente una delle tappe da non perdere durante un tour delle Marche.
Raggiungerlo è facile, dal sacrario del partigiano basta fare una breve passeggiata lungo il sentiero nel bosco per arrivare all’imponente eremo…va detto che il percorso è un po’ scosceso e può essere comodo utilizzare scarpe da trekking.
La camminata, che dura una decina di minuti, ci porta fino alla ripida scalinata che porta all’eremo…ma resistete alla curiosità di salire (almeno non subito) e tirate diritto per una decina di metri (come abbiamo fatto noi…).
Vi ritroverete al belvedere al termine del sentiero che offre una stupenda vista sia dell’eremo che della città di Ascoli (e potrete godere di un paio di minuti di riposo). Qui la nostra guida, Stefano Bartocci, ci ha raccontato la storia dell’eremo, nato come monastero benedettino e poi diventato un francescano che per secoli, dalla posizione arroccata sulla roccia, ha rappresentato un punto di riferimento per la cultura ascolana.
Arriva il momento di salire…dopo una serie di scale ripide e passaggi sotto piccoli archi si arriva all’interno della costruzione. A primo impatto si rimane un po’ delusi dai graffiti realizzati dai vandali lungo gli anni, ma poi si romana ne affascinati dalla bellezza e l’imponenza della struttura.
Ma non fermatevi…salite al primo piano e ammirate la vista mozzafiato che offrono le piccole bifore.
Dopo aver ammirato il panorama, e approfittato per fare un po’ di foto è il momento di fare la passeggiata a ritroso…il percorso è un po’ ripido, fate attenzione!

Per riprenderci da questa intensa camminata la degustazione dei prodotti caseari del caseificio Sabelli insieme a Simone, che ci ha permesso di entrare all’interno della azienda, nata nel 1921, a conoscere i processi di lavorazione del latte e infine assaggiarli (da non perdere la stracciatella :) ). Da una degustazione all’altra per un dopo pranzo nel mondo dell’enologia dell’azienda vitivinicola Velenosi con Valeria Cesari, la prima donna sommelier delle Marche. Valeria ci ha tenuto una vera e propria lezione sul territorio e del suo lavoro in una chiaccherata tra Lacrima di Morro d’Alba, un vino rosso dai gusti “dolci”, una Passerina Brut e Roggio del Filare, quest’ultimo cavallo di battaglia dell’azienda marchigiana.

Nel tardo pomeriggio grazie a Lella abbiamo iniziato a conoscere Ascoli Piceno, pietre di diversi secoli dalle tonalità rossastre e l’entrata in via eccezionale, visto l’orario, al Museo Archeologico Statale per mostarci il mosaico bifronte di Giano.  In serata salto al Fritto Misto, festival di fritti provenienti dall’Italia e dal mondo per provare le varie delizie culinarie, tra cui le reali olive ascolane ed i cremini .

Abbiamo molto apprezzato anche i filetti di baccalà pastellato e cavolfiore pastello, il famoso carciofo alla Giudia, ma il formaggio fritto è stato uno dei più desiderati. Dopo una cena così ci siamo deliziati con i liquori all’anice di Varnelli, che li produce dal 1968 e Meletti dal 1870.

E’ stata una giornata intensissima ma piena di luoghi e persone che in questi giorni ci stanno portando alla scoperta di questo territorio incontaminato dal turismo di massa, quindi continua a seguirci sul blog, pagina facebook e con l’hashtag #dreamingpiceno su twitter per sapere in contemporanea cosa stiamo combinando ;)