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La Barcellona di Zafón nell’Ombra del Vento

I libri sono specchi: riflettono ciò che abbiamo dentro.
Carlos Ruiz Zafón

L’Ombra del Vento è il titolo dell’ultimo libro che ho letto, ora sto impegnando le attese da pendolare con Il Gioco dell’Angelo, una specie di sequel del primo libro di Carlos Ruiz Zafón. Perché ti parlo di libri? Perché il mio itinerario alternativo sarà: La Barcellona scoperta attraverso un romanzo, ed ho scelto appunto l’Ombra del Vento per raccontarti le bellezze di questa meravigliosa città.

Ti è mai capitato di leggere un libro e credere di essere il protagonista? A me SI. Ogni volta che leggevo una pagina del romanzo dello scrittore catalano, la mia mente si lasciava trasportare, guidandomi in un viaggio immaginario attraverso luoghi e persone di questo splendido romanzo. Barcellona,a mio parere, è una delle città europee più belle, affascinanti e divertenti.

Ci sono stato già tre volte: la prima tutta movida, la seconda tutta cultura (quanto ho camminato :( ) e la terza è stata un mix perfetto tra le prime due;  presto ci andrò di nuovo, voglio vedere con i miei occhi i luoghi dove Daniel, Fermin e Jullian hanno dato vita a una delle storie più belle che  abbia mai letto.

Durante la lettura del libro ho immaginato Barcellona negli anni successivi alla guerra civile spagnola, una Barcellona diversa da come l’ho vista io, una città che iniziava a intravedere le prime automobili, a conoscere il grande schermo e il male del XX secolo: il consumismo. Immaginare posti come La Rambla, Plaça Reial e lAvenida Tibidabo è stata un’esperienza particolare, una sorta di viaggio spirituale della città.

 

Plaça Reial

Foto di Serge Melk

Quando un libro mi prende così voglio andare fino in fondo. Ho scoperto googlando che i luoghi citati nel romanzo non sono frutto dell’immaginazione dello scrittore spagnolo, ma esistono per davvero: INCREDIBILE :D . Ed ecco che ho avuto la brillante idea di creare un itinerario su questi luoghi. Il romanzo di Zafón è ambientato nei quartieri del Barrio Gótico e del Raval situati nel centro storico della città. Essi mantengono le medesime peculiarità che avevano negli anni 30.

La storia inizia sulla Rambla, la via più conosciuta di Barcellona, dove artisti di strada amano esibirsi in vari giochi di prestigio e di danza. Ci spostiamo di poco per arrivare in Carrer de Santa Anna ( piccola traversa della Rambla) dove viveva e lavorava il nostro protagonista Daniel Sempere. Poco distante dalla Libreria troviamo la Carrer de la Canuda dove ancor oggi si può ammirare l’Ateneo, che Daniel stesso descrive come “uno dei tanti luoghi della città in cui le lancette del tempo si sono fermate al diciannovesimo secolo“. Qui Daniel incontra Clara Barcelò per la prima volta. La curiosità di questa strada però è un’altra: nella via esiste una libreria che si chiama Llibreria Cervantes Canuda fondata negli anni 30 e che ricorda moltissimo le descrizioni di Zafón. Sarà lei la famosa libreria di Sempere e Figlio? :D

Non distante dall’ateneo e dalla libreria possiamo fare sosta in uno dei bar storici di Barcellona Els Quatre Gats in Carrer de Montsió. Il bar è il luogo dove i genitori di Daniel si conobbero e dove Daniel parla a Don Gustavo del libro di Jullian Carrax. Continuiamo la nostra visita nel Barrio Gótico passando per uno dei luoghi più affascinanti di tutto il quartiere: Plaça de Sant Felip Neri. In questa piazza viveva Nuria Monfort e, come racconta Zafón, ancora oggi è possibile vedere i fori dei proiettili sulle pareti della chiesa.

Ora ho proprio voglia di un dolce di crema o di una cioccolata con panna, e tu? Conosco il locale giusto, si trova n Carrer de Petritxol qui Daniel e Clara terminavano le loro passeggiate davanti a un dolce. La cioccolateria chiamata La Pallaresa per molti è la latteria del libro.

Proseguiamo verso il porto per la Plaça Reial, dove Don Gustavo e Clara Barceló vivevano in un maestoso appartamento di un palazzo che fiancheggiava il suo lato nord con la Carrer de Ferran in cui si trovava la libreria di Barceló, e dove Daniel, sotto un portico, conobbe un povero barbone di nome Fermin.

Ora raggiungiamo il Raval, dove in una piccola viuzza – chiamata Carrer de l’Arc del Teatre – cela  uno dei luoghi più misteriosi di tutto il libro: Il cimitero dei libri dimenticati. Se sarai fortunato troverai un portone di legno annerito dal tempo con un diavoletto come batacchio. :D

A pochi minuti troveremo la Carrer de Josep Anselm Clavé, qui c’era il negozio dove un commerciante disonesto* vendeva la famosa  Montblanc Meinsterstück appartenuta allo scrittore Victor Hugo. Ci spostiamo in Carrer de Montcada la via dell’ospizio di Santa Lucia dove oggi sorge il Museo di Picasso. Il museo infatti ricorda un vecchio monastero. In questa via c’è un locale chiamato El Xampanyet dove Fermin e Daniel mangiarono qualche crocchetta di prosciutto e bevvero un frizzantino allo Xampañet.

 

Avinguda Tibidabo

Foto di clara clarona

Naturalmente non potevo non concludere questo itinerario alternativo di Barcellona con il luogo più importante de L’ombra del vento: Angelo della nebbia. La villa degli orrori, dove si concentra gran parte della trama del libro.  Per arrivarci abbiamo bisogno di prendere, come fece Daniel, il vecchio tram blue che si arrampica su per la collina del Tibidabo (dalle foto che ho visto c’è un panorama da sogno :D ). Giunti in prossimità dell’Avinguda Tibidabo noteremo che al civico 32 non esiste nessuna villa, ma in realtà sul lato opposto della strada, al numero 31 per l’esattezza, troveremo una bellissima villa che ricorda alla perfezione la descrizione dell’Angelo della nebbia. Oggi la villa ospita un famoso ristorante che si chiama Asador de Aranda e in passato un’agenzia pubblicitaria, non vi ricorda niente di familiare?!? :D

Per problemi di spazio non ho potuto parlare di tutti i luoghi che Zafón cita nel suo libro, ho scelto i più importanti e i più curiosi. Durante la stesura dell’articolo oltre a rileggere con piacere il libro ho scoperto che l’ente del turismo catalano organizza dei tour guidati di questa ruta, ma io ti consiglio di scoprire la Barcellona di Zafón da solo e a piedi. Infine ho raccolto tutti i luoghi su una mappa, se mi fossi dimenticato un luogo o sei a conoscenza di qualche curiosità sul libro e su questo itinerario lasciami un commento. :)

*Disonesto perché quel tipo di penna stilografica fu costruita dopo la morte dello scrittore francese.