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Visitare Berlino sulle orme di 5 film (parte I)

Ok, lo so, ho un serio problema con Berlino, una sorta di attaccamento morboso.

Infatti, quando ho saputo che il tema del numero 1 di Travel different sarebbe stato Itinerari alternativi, ho pensato che il posto ideale a cui ispirarsi per questo articolo era la capitale tedesca.

Berlino è stata la città protagonista del secolo scorso; nazismo, guerra fredda e movimenti giovanili hanno trovato qui il loro punto focale, lasciandoci tante testimonianze e curiosità che la rendono una città unica.

Visto che, oltre i viaggi, la mia grande passione è il cinema, ho pensato di raccontarvi cinque luoghi di Berlino attraverso un parallelo con altrettanti film ambientati nella capitale tedesca; non parlerò di attrazioni turistiche, ma dei luoghi che più mi hanno colpito.

Ma veniamo a noi, o meglio, ai film!

Good Bye Lenin!

Good Bye Lenin!, per me, è uno dei più bei film degli anni 2000; chi non si è appassionato alla storia di Christiane e ai maldestri tentativi del figlio Alex di nasconderle la triste fine della DDR??

Ambientato nei giorni subito successivi alla caduta del Muro, il film mostra il veloce cambiamento di Berlino Est che finisce per omologarsi con la tanto amata/odiata parte Ovest.

Alcune scene del film sono state girate alla Kunsthaus Tacheles (Oranienburgerstraße 54-56a), il più famoso centro sociale/galleria d’arte di Berlino.

La storia della Tacheles inizia proprio subito dopo la caduta del Muro quando un gruppo di artisti occupa questo magazzino in via di demolizione: vent’anni dopo la struttura è rimasta fatiscente, ma intorno ad essa si è sviluppato un movimento artistico incredibile.

La Tacheles è diventata una vera e propria opera d’arte decorata da graffiti e murales spettacolari; inoltre al suo interno e nel giardino ci sono continue esposizioni di artisti locali e non.

Insomma se siete a Berlino non perdetevela per nessun motivo: vi garantisco che non dimenticherete le sue particolarissime scale e il piacere di gustarvi una birra con vista dal bar all’ultimo piano.

p.s. da un po’ di tempo si vocifera che la Tacheles sarà a breve sgomberata; non so dirvi quanto sia veritiera la cosa, di sicuro è un motivo per visitarla al più presto.

La Tacheles vista del giardino
La Tacheles vista del giardino (foto di Vincent Desjardins – Flickr)

 

Le vite degli altri

Come il film precedente anche Le vite degli altri, essendo del filone della Ostalgia, è ambientato a Berlino Est.

Stavolta il protagonista è un funzionario della Stasi intento nell’ordinaria attività di sorveglianza che si trova di fronte alla difficile scelta tra ciò che gli impone il suo lavoro e la volontà di difendere la persona di cui sta scoprendo tutti i segreti.

La Stasi e il suo meticoloso controllo delle vite dei tedeschi dell’est è stata una delle piaghe più profonde della DDR. Fortunatamente i tedeschi (a differenza nostra!?!?) hanno imparato che le pagine negative delle loro storia non vanno coperte dall’oblio ma, al contrario, vanno ricordate per non essere mai più ripetute.

Per questo motivo è nato lo Stasimuseum (Ruschestraße 103), proprio in quello che è stato i quartier generale del Ministero per la Sicurezza di Stato.

Visitarlo è un piccolo salto nel passato che permette di capire meglio quanto maestosa e meticolosa fosse l’attività di controllo; è pieno di reperti originali, alcuni dei quali si vedono anche nel film (quello che più mi ha colpito è il cosidetto “reperto olfattivo” che serviva per schedare anche l’odore del sospettato) e ricostruzioni.

Insomma, per me merita una visita!

Reperti olfattivi allo Stasimuseum
Reperti olfattivi allo Stasimuseum (foto di Julius! – Flickr)

 

Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino

Ancora Berlino divisa, ma questa volta ce ne rimaniamo nella parte occidentale e democratica. Non che qui se la passino meglio visto che, negli anni ’70, l’eroina e la prostituzione giovanile erano una piaga sociale.

Tratto dall’omonimo best seller di Christiane F. (ed essendo stato girato pochissimi anni dopo l’uscita del libro) traccia un ritratto alquanto decadente e realistico della tanto sognata (dai cugini dell’est) Berlino ovest.

La storia delle disavventure del gruppetto di tossicodipendenti non è, probabilmente, un capolavoro cinematografico, però può vantare un cameo di un David Bowie d’annata che interpreta se stesso.

Io ho sia letto il libro che visto il film e uno dei posti che più mi ha incuriosito è stato il Sound: “la discoteca più moderna d’Europa” come veniva decritta nei manifesti pubblicitari.

Ora, penserete che sono pazzo, però l’ultima volta che sono stato a Berlino mi sono lanciato in una scapestrata ricerca del luogo in cui sorgeva il Sound; incredibilmente, viste le premesse, l’ho trovato.

Il luogo è rimasto esattamente uguale a 30 anni fa (almeno da come si vedeva nel film); c’è anche il parchetto subito di fronte al locale.

La cosa che più mi ha colpito, però, è il contrappasso che ha subito: da luogo di perdizione (passatemi il temine, erano mesi che cercavo l’occasione di usarlo in un articolo :) ) e sballo per giovanissimi si è trasformato in una specie di casa di riposo per anziani…Buffo il destino, no?

Su YouTube ho trovato dei miei predecessori che hanno tentato l’impresa un annetto prima di me, con risultati decisamente migliori: non solo sono riusciti ad entrare negli edifici, ma hanno anche trovato parte delle vecchie locandine!

Se proprio siete curiosi di vedere il posto (magari perchè leggere il libro vi ha traumatizzato la vita) l’ex Sound lo trovate a questo indirizzo: Genthiner Straße 26.

Sound diskothek
Locandina del Sound diskothek

Siete curiosi di sapere quali sono gli altri due film? beh, vi basta aspettare domani per scoprirlo :D