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Ghost Town: Pentedattilo

“Il suo passato è scritto nelle vie,
in ogni segmento rigato a sua volta da
graffi, seghettature, intagli.”
Italo Calvino

 

Il nostro paese è una grande miniera di tesori sconosciuti e uno di questi è sicuramente il piccolo borgo disabitato di Pentedattilo, un antico villaggio dell’area Grecanica del sud della Calabria, abitato dal lontano 640 a.C. fu abbandonato a causa di un potente terremoto nel 1783 che indusse i suoi abitati a spostarsi più a valle verso Melito Porto Salvo. L’etimologia del nome deriva dalla montagna che la sovrasta che ricorda le cinque dita di una mano.

Il fascino di Pentedattilo è dato dalla sua posizione arroccata (che offre una stupenda vista sulla Sicilia e sull’Etna) che non permette l’accesso con i mezzi, infatti dovrete lasciarli a piedi della montagna e proseguire il percorso a piedi (vi attenderà una bella salita :) ) e dall’aria storica che si respira grazie anche al Castello, ormai in abbandono, edificato nel VII sec. a.C. dalla famiglia Alberti, in cui si intersecano diverse leggende sul crudele misfatto della strage della famiglia voluto dagli Abenali.

“Tra le due famiglie per lungo tempo vi era stata un’accesa rivalità per questioni relative a confini comuni, nel 1685 il marchese Domenico morì e gli succedette il figlio Lorenzo, che alcuni mesi dopo la morte del padre sposò Caterina Cortez, figlia del Viceré di Napoli. In occasione di tale matrimonio da Napoli giunse in Calabria un lungo e sontuso corteo che comprendeva, oltre alla sposa, il Viceré con la moglie e il figlio Don Petrillo Cortez. Don Petrillo ebbe quindi occasione di conoscere Antonietta e, rimasto dopo le nozze con la madre a Pentedattilo, causa una sua improvvisa malattia, ebbe l’occasione di frequentarla e di innamorarsene; chiese dunque a Lorenzo di poter sposare Antonietta ed il marchese Alberti acconsentì alle nozze della sorella. La notizia del fidanzamento ufficiale fra Don Petrillo Cortez e Antonietta Alberti mandò su tutte le furie il barone Bernardino Abenavoli che, ferito nei sentimenti e nell’orgoglio, decise di vendicarsi su tutta la famiglia Alberti. Nella notte del 16 aprile 1686 Bernardino, grazie al tradimento di Giuseppe Scrufari, servo infedele degli Alberti, si introdusse all’interno del castello di Pentedattilo con un gruppo di uomini armati. Giunto nella camera da letto di Lorenzo, lo sorprese durante il sonno sparandogli due colpi e finendolo con 14 pugnalate.

La notizia della strage in pochi giorni giunse al Viceré Cortez, governatore di Reggio, che inviò una vera e propria spedizione militare. L’esercito, sbarcato in Calabria, attaccò il Castello degli Abenavoli, liberò il figlio del Viceré e catturò sette degli esecutori della strage, le cui teste furono tagliate ed appese ai merli del castello di Pentedattilo.”

Pentedattilo le città invisibili Una di queste leggende afferma che un giorno l’enorme mano si abbatterà sugli uomini per punirli della loro sete di sangue. Un’altra dice che le torri in pietra che sovrastano il paese rappresentano le dita insanguinate della mano del barone Abenavoli (per questo motivo Pentedattilo è stata più volte indicata come “la mano del Diavolo”). Un’altra infine narra che la sera, in inverno, quando il vento è violento tra le gole della montagna, si riescono ancora a sentire le urla del marchese Lorenzo Alberti.

Ma Pentedattilo non è solo storia, infatti è sede del Paleariza, importante evento internazionale della cultura grecanica che si tiene alla fine di luglio e che ha avuto tra i partecipanti tanti nomi importanti della scena nazionale come Tullio De Piscopo, Parto delle Nuvole Pesanti, Roy Paci & Aretuska, e del Pentedattilo Film Festival, conclusosi da pochi giorni, concorso internazionale di cortometraggio che trasforma il borgo in un villaggio cinematografico, in cui le case vengono utilizzate come sale cinematografiche e la chiesa come sede di convegni e dibattiti con ospiti provenienti da tutto il mondo.

Come arrivare a Pentedattilo:

Da Reggio Calabria in treno o pullman per Melito Porto Salvo o Saline Joniche, da dove si può raggiungere Pentedattilo sia a piedi sia in corriera. Se volete salire a piedi da Melito Porto Salvo occorre seguire la vecchia statale in direzione Reggio Calabria fino ad Annà, seguire quindi le indicazioni per Pentedattilo.

Da Saline Joniche al distributore di benzina sulla SS 106 si intravede la fiumara (letto asciutto di un torrente) che vi porterà fino alle pendici di Pentedattilo. Da li’ occorrerà “scovare” il sentiero ed “arrampicarsi” fino al paese.