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Tre borghi nel comune di Massarosa

Ormai ho perso il conto di quante volte ho dovuto spiegare dov’è Massarosa . Per essere più precisa, ho perso il conto di quante volte ho dovuto giurare che Massarosa esistesse davvero e che non fosse come El Dorado, l’Isola che non c’è o altri fantastici – ma inesistenti – luoghi mitici e leggendari.

Avvezza a panegirici, sì, ma anche un po’ stufa dell’ignoranza dilagante su un paesone di più di 20.000 anime, sono spesso caduta in tentazione dicendo “sono di Viareggio” o “vivo in Versilia“. Il risparmio di giri di parole mi evita in genere facce a pesce lesso ma non è totalmente indolore: un istante dopo aver pronunciato le parole di cui sopra non tarda a farsi strada, tra stomaco e cuore, uno strisciante senso di colpa per aver tradito le origini e aver spostato la verità di una decina di chilometri fatti di campagna e oliveti.

Come fiera paladina delle mie origini vi porterò, quindi, alla scoperta della mia terra, in particolare di quelle frazioni dimenticate da Dio che meritano una visita perché suggestive e uniche. Le tre tappe del percorso sono Gualdo, Pieve a Elici e Massaciuccoli.

Partiamo dall’alto delle colline di Massarosa, dal paese di Gualdo definito “… un piccolo borgo immerso nel verde delle colline versiliesi, osservato dall’alto dalle Alpi Apuane e irrorato dal salmastro del mare… ”. Il paese è un intricato dedalo di strade strette e ripide con case di pietra a vista e legno, addosate l’una alle altre, di tipico stampo medievale. D’estate Gualdo, oltre al fresco che si può godere tra i suoi boschi di castagni, offre momenti di rivisitazione storica e intrattenimento che attraggono persone da ogni angolo della Toscana. Da alcuni anni, infatti, il borgo ospita gli eventi “Trine e merletti” e “Gualdo paese delle fiabe” durante i quali per poter mangiare e bere è necessario cambiare gli euro con la valuta locale, il “gualdiccio“.

Mentre “Trine e merletti” nasce con lo scopo di far vedere come si viveva a Gualdo nei secoli scorsi attraverso l’esposizione di utensili da lavoro e oggetti di vita quotidiana, “Gualdo paese delle fiabe” è la festa più adatta ai piccini (ma anche ai grandi perché i forni – e soprattutto le cantine! – sono aperti fino a tardi) e tutto il borgo è allestito come un paese uscito dalla penna di uno scrittore per bambini e comparse mascherate, saltimbanchi e giocolieri girano per il paese creando un ambiente molto suggestivo. Sono particolarmente legata a questa festa perché nei primi anni in cui veniva organizzata e si chiamava ancora “Gualdo il paese dei balocchi” i miei amici ed io eravamo parte integrante dell’organizzazione (per la cronaca, facevo uno dei monelli che convincono Pinocchio ad andare nel paese dei balocchi e a cui crescono le orecchie da asino!)

Tutti in maschera per la "Il paese dei balocchi" a Gualdo

Digradando in direzione Viareggio, la strada che collega Gualdo al resto del mondo porta fino a Pieve a Elici, paese a 176 m sul livello del mare da cui si gode una vista strepitosa che spazia da Marina di Pietrasanta al lago di Massaciuccoli. Il nome del paese deriva dal latino “ilex” cioè leccio, di cui è ricca la collina. Il punto ideale per poter ammirare questo paesaggio è dallo spiazzo della chiesa romanica di San Pantaleone, un gioiello architettonico del XIII secolo ornata internamente da mosaici ancora ben conservati e da un fonte battesimale in marmo di Carrara del XVI secolo. Andando verso l’ora del tramonto non sarà difficile trovare coppie abbracciate su uno scooter con lo sguardo perso a occidente.

Oltre ad essere una tappa ideale per amanti in cerca di tranquillità e storici dell’arte appassionati dei secoli bui, Pieve a Elici è rinomata sul territorio per la musica, dal momento che qui si tiene una stagione concertistica di tutto rispetto. I concerti di musica da camera si svolgono a luglio e agosto all’interno della chiesa di San Pantaleone, dotata di un’acustica perfetta.

La chiesa romanica di San Pantaleone a Pieve a Elici

Come si dice dalle mie parti “in discesa vanno anche i ciocchi” (ne approfitto per insegnarvi un po’ di dialetto, che sentirete sicuramente parlare se decidete di visitare questi borghi massarosesi!) e cammina cammina vi ritroverete in quella che forse è la frazione più conosciuta di questa triade di cui vi parlo, Massaciuccoli.

Massaciuccoli è famosa per il suo lago che fa parte del parco naturale di Migliarino S.Rossore Massaciuccoli e per la storia che risale ai romani. Nell’ area protetta dell’oasi del parco si possono ammirare esemplari di uccelli stanziali e migratori e diversi tipi di piante che caratterizzano il cosiddetto “padule” (la zona paludosa) di Massarosa. L’Oasi Lipu è un vero paradiso immerso nella natura: è possibile camminare sul lago grazie a camminamenti in legno e osservare come cambiano le luci a seconda delle stagioni e delle diverse ore del giorno.

Massaciuccoli è conosciuta anche per l’area archeologica, dove si possono ammirare i ruderi delle terme romane ed un meraviglioso mosaico pavimentale, testimoni dell’indiscutibile attrattiva del luogo esercitata da tempo immemore. Massarosa, coi suoi olivi, le sue colline e i suoi borghi accoglienti, aveva già convinto i romani a costruire ville in questo territorio e nel Novecento ispirò anche il grande maestro Giacomo Puccini per la composizione delle sue liriche.

Il lago di Massaciuccoli