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L’isola di Capraia, slow e wild

In questo viaggio voglio farvi conoscere un posto che mi è rimasto nel cuore e che spero di tornare a rivedere presto: è una piccola isola toscana a due ore di traghetto da Livorno, l’isola di Capraia.

Isola di Capraia

L’ho conosciuta sei anni fa per caso, non sapevo neanche che esistesse. Ricevetti una proposta di lavoro che mi ci portò per circa due mesi. All’epoca ancora internet non faceva gran parte della mia vita e non immaginavo quale luogo magico sarei andato a conoscere. Capraia gode di una posizione strategica, più vicina alla Corsica che alla Toscana ma anche tragica perché qui vi era la Colonia Penale che veniva utilizzata durante il Regno d’Italia, che in quel periodo non sono riuscito a visitare causa chiusura del plesso per problemi di sicurezza. Non solo storia, ma soprattutto natura perché l’isola, 19km di superficie, fa parte dal 1989 del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano ed è anche l’unica isola vulcanica dell’arcipelago dove è possibile organizzare dei trekking naturalistici.

Vivere Capraia è un’esperienza che consiglio a tutti! Immaginatevi di arrivare in un paesino di circa 200 abitanti dove tutti conoscono tutti e dove tutti ti aspettano perché sanno dell’arrivo di uno nuovo sull’isola, e appena sbarchi ti danno il benvenuto. Svegliarsi la mattina con il suono delle onde del mare che scaraventano la loro forza sulle rocce, il profumo del pane proveniente dal fornaio non appena esci da casa con gli occhi ancora impastati dal sonno e cammini nel silenzio dell’alba tra questi vicoli che potrebbero raccontarti le vicissitudini storiche, sedersi sotto l’antica torre di avvistamento per goderti il tramonto sul porticciolo o girarti e vedere all’orizzonte la Corsica, oppure ritrovarsi la sera a cena con il marinaio che ti racconta la sua giornata in mare e della sagra del totano, che si svolge a fine ottobre, che tutti gli abitanti attendono con pazienza per salutare l’estate.

Sagra del Totano

© sagradeltotano.it

Uno degli aneddoti che racconto spesso quando qualcuno mi chiede di un luogo strano dove sono stato, parlo di Capraia, in senso buono perché mi fa sempre sorridere, è quello che mi fu raccontato dal dottore della guardia medica da cui ero andato ad accompagnare un collega che stava male domandandogli cosa avremmo dovuto fare nel caso in cui durante la notte si fosse sentito male, visto che non c’è un ospedale sull’isola: “Attendere l’elicottero che impiega 1 ora per venire da Livorno e sperare che non abbia nulla di grave…

 

Slow life in a wild style

 

Credit: le foto della slide show sono di ComùnicaTi