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Lo Street Food? Robba Nostra

Paese che vai usanze che trovi no? Pure a tavola?

 

Panelle e Cazzilli

Questo è quello che si potrebbe dire di ogni paese che visitiamo ma questa volta vi porto in un regione dove ciò che sto per raccontarvi non è un usanza ma una tradizione, un fattore culturale, la quotidianità: Street Food e se c’è un luogo dove questo avviene è sicuramente la Sicilia, patria del mangiare di strada nazionale. Partiamo dal presupposto che non riuscire a mangiare da queste parti è alquanto impossibile, andare in Sicilia e non provare queste cose è impossibile ecco perché dovrete avere una lista TO EAT. Palermo u’pani che panelle e cazzilli, ovvero il pane con le panelle e le crochette di patate portato dagli arabi durante la loro dominazione, per i più forti di stomaco :) le stigghiola, a base di budello di capretto o agnello, prezzemolo, limone, lardo, sale e pepe e il panino ca’meusa, cioè con la milza, originariamente “creato” dall’allora comunità ebraica che viveva nell’odierno quartiere Capo, luogo delle macellerie palermitane che non si facevano ricompensare in denaro, poiché la loro religione lo vietava ed in cambio del lavoro di macellazione, come regalo, trattenevano per sè le interiora dell’animale, escluso il fegato che era ritenuto molto pregiato. Per ricavarne del denaro, inventarono una pietanza: dopo aver bollito, quindi sterilizzato le frattaglie, vendevano il prodotto che veniva mangiato per strada e con le mani, (secondo una usanza trasmessa dai musulmani che mangiavano cibi senza l’uso di posate, riservando l’uso del coltello solo per il taglio e la frammentazione del cibo), ed unendo le frattaglie al pane. Per gli amanti dei sandwich lo sfincione (in dialetto u’sfinciune) è quello di più salutare che ci sia :) , il nome prettamente arabo deriva dalla morbidezza della pasta utilizzata ed è condito con salsa di pomodoro, cipolla e formaggio e po’ di pasta di acciughe, questo perché non vi venga sete.

Spostandoci verso ovest il cous cous trapanese è un must, tanto da essere festeggiato annualmente con il Cous Cous Fest, Cous cous fest 2011 festival internazionale che richiama migliaia di visitatori e addetti ai lavori da ogni parte del Mediterranneo; le cassatelle fritte (chiamate sfingi) ripiene di ricotta dolce o con crema di ceci nella variante Ennese e Palermitana, le genovesi di Erice, tipici dolci in pasta frolla e crema (quella della pasticceria Grammatico sono le più conosciute anche se Giuseppe consiglia quella di San Carlo), la pizza rianata, fatta con acciughe, pecorino ed aglio.

Muovendoci verso il versante più selvaggio, tra le vie barocche del ragusano dovrete provare la scaccia (focaccia ripiena) fatta con uno strato di pasta rettangolare molto sottile che, piegato su se stesso tre o quattro volte, viene farcito in modi diversi; le varianti più consumate sono quelle con ricotta e cipolla, ricotta e salsiccia, pomodoro e caciocavallo, melanzana fritta, ma la scelta dei condimenti varia molto a seconda dei gusti, della zona e della stagione.
I pastizzi, presenti anche nella cucina maltese, ripieni di carne, broccoli o spinaci e per uno snack dolce gli mpanatigghi (qui sfido chiunque a riconoscere il ripieno di questi buonissimi dolci) piccoli calzoni ripieni di un composto di carne e cioccolato.

 

Per chi invece si trova a Catania i miei locali preferiti sono: la Pasticceria Savia e il Bar Scardaci per le arancine giganti (no gli arancini!) alla melenzana, quattro formaggi e la tradizionale al ragù; L’Etoile D’Or dietro Piazza Duomo per le fame al ritorno dalla movida, a qualsiasi ora troverete sempre gente e tantissime cose da assaggiare; per digerire (vi assicuro che vi servirà) il seltz al limone (bibita dissetante con sale e limone) del chiosco situato di fronte (o in Piazza Trento);  per le colazioni Ernesto, perché potrete ordinare la granita più buona della città e gustarvela sul lungomare di Ognina o un iris al Bar Fontanarossa (un pò datato ma merita), vicino l’aeroporto nel quartiere di S. Maria Goretti se siete pronti a rientrare a casa e non volete perdervi l’ultima delizia siciliana.
Per qualcosa di veramente particolare, andate invece al Castello Ursino e fatevi trasportare dai profumi delle macellerie che di sera si trasformano in vere e proprie paninoteche di strada dove potrete assaggiare le famose polpette di carne di cavallo.

“Spenni picca e arricchirai, para picca e `nzirtirai, mancia picca e campirai.”

Spendi poco e diventerai ricco, parla poco e sarà la scelta migliore, mangia poco e vivrai a lungo. 

(Ndr: HO FORTI DUBBI SULL’ULTIMA PARTE)