• Pin It

Travel Different: le origini

Driiin

Driiin

“Pronto?”
“Ciao, sono io, hai deciso se venire o meno? Si parte domattina alle sei.”
“Ciao, sì, c’ho pensato. Certo una settimana intera lassù… però va bene, vengo.”

 

Strada di montagna

Strada di montagna

Quando ho ricevuto una telefonata all’ora di cena ero ancora un po’ titubante se partire o meno il giorno dopo per Villabelluna di Feltre, un paesino dimenticato da Dio tra i monti bellunesi. Levataccia a parte, non ero certo abituata a passare le vacanze estive in montagna con una compagnia diversa dal solito. L’alternativa, del resto, era quella di passare interi pomeriggi in casa da sola, quindi in quattro e quattr’otto ho preparato la valigia, ignorando totalmente il clima che avrei incontrato e come avrei passato il tempo.

La mattina all’alba l’autostrada sembrava una distesa infinita e, complice il sonno, la macchina è diventata una culla nella quale risvegliarsi solo all’arrivo. Davanti ai miei occhi uno spettacolo stupendo, coi i monti veneti scintillanti sullo sfondo e davanti a me campi verdi a perdita d’occhio: paesaggi totalmente estranei per una come me, abituata alla canicola estiva versiliese e spiagge affollate, a terre secche con le spighe da mietere.

Per quel viaggio non servivano prenotazioni: ero ospitata in un casolare di campagna con i pavimenti in legno e stanze con un sacco di spazio. Tutto intorno c’era un orto recintato da una rete a maglie larghe, in modo che il contadino dell’appezzamento accanto potesse scambiare i suoi prodotti col confinante. Poi c’erano le arnie con le api. In lontananza vette irraggiungibili e il silenzio intorno.

Ah. Avevo cinque anni. E viaggiavo coi miei zii e le mie cugine senza i miei genitori. Se non è viaggiare differente questo…