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Dublino in 2 giorni

Se avete a disposizione un week-end e volete visitare Dublino, ecco il meglio che questa città ha da offrirvi.

Guinness Storehouse

Salite e percorrete i sei piani della storica fabbrica della birra stout tra ingredienti, vecchie botti, degustazioni, pannelli pubblicitari e il Gravity Bar, da cui si gode una vista a 360° su Dublino, sorseggiando una pinta di Guinness inclusa nel biglietto (15 € a testa). Un consiglio: andando sul sito potrete acquistare il vostro biglietto con uno sconto del 10%.

In Irlanda la birra, come il pub, è un’istituzione. Quindi fate come me: prendetevi mezza giornata da dedicare alla birra più famosa d’Irlanda e alla mèta turistica più visitata del paese. All’inizio ero un po’ scettica perché non si assiste alla produzione della birra, è piuttosto un museo che permette di avvicinarsi al culto dell’arte della birra; ma vi assicuro che vale davvero il costo del biglietto. Dopo la visita io sono rimasta per un po’ lassù, in quello spettacolo di Gravity Bar, con una pinta in mano e tutta Dublino ai miei piedi, mentre le nuvole correvano come mai ho visto in vita mia, trasformando un’uggiosa giornata di pioggia in una splendida e mite.

 Trinity College e Molly Malone

La più antica università del paese si trova di fronte alla Bank of Ireland, nel cuore della città. Vi consiglio di entrare nella biblioteca (9 € a testa) dove, oltre a centinaia di vecchi libri da tutto il mondo, troverete il famoso Book of Kells, uno dei più antichi manoscritti medievali. Uscendo dalle mura del college dirigetevi verso Grafton Street: v’imbatterete nella statua di Molly Malone, conosciuta come “the tart with the cart (la prostituta col carretto). Leggenda vuole che Molly fosse una prosperosa giovane che alternava il mestiere di pescivendola di giorno a quello di prostituta di notte. Un simpatico musicista si è “impossessato” della bella statua e ora le suona accanto, chiedendo una moneta a chi volesse fare una foto.

Grafton Street e St. Stephen Green

Mentre vi dirigete verso il polmone verde della città, attraversate l’affollata Grafton Street con i suoi tipici pub e negozi. Curioso notare che qui i cartelli pubblicitari indicanti i menu dei locali sono sorretti da chi, appunto, di mestiere fa “quello che tiene in piedi il cartello”.

Acquistato il vostro take-away vi consiglio di gustarlo nell’enorme parco di St. Stephen Green, come fanno gli irlandesi usciti dagli uffici durante le loro pause pranzo (quando il tempo lo permette). C’è anche un piccolo anfiteatro dove mi è capitato di assistere ad una pièce di Shakespeare interpretata da alcuni giovani attori.

Ha’ Penny Bridge e O’Connell Street

Sul fiume che attraversa la città, il Liffey, c’è un ponte pedonale che collega le due sponde e che deve il suo nome al pedaggio richiesto in passato per il passaggio (mezzo penny, appunto). Da qui in uno schiocco di dita vi ritroverete in O’Connell Street, una delle strade più grandi d’Europa, con i suoi 49 metri di larghezza. Al centro della strada c’è uno spazio pedonale, in cui si trovano numerose statue di politici irlandesi, mentre in una delle sue traverse troverete la statua di James Joyce.

Attenzione ai borseggiatori: neanche farlo apposta finisco di leggere sulla mia guida che questa è una delle zone della città in cui avvengono più rapine e mi passa a fianco un ragazzo che corre a più non posso con una borsa in mano. Per fortuna la polizia, veloce e con tecniche da noi illegali come una macchinetta che dà la scossa, lo prende e immobilizza a terra, mentre la signora derubata riottiene la sua borsa. Quindi, state all’occhio.

Temple Bar

Per le vostre serate, immancabili due passi a Temple Bar, il cuore della vita notturna dove avrete l’imbarazzo della scelta per provare l’esperienza di una serata al pub. Solo per citarne uno: The Oliver St. John Gogarty. Il pub infatti è, insieme alla birra, l’altra istituzione irlandese. E non ci si va soltanto per bere qualcosa dopo cena come da noi, insieme a una chiacchiera con gli amici; al pub si cena, si suona, si balla e si canta tutti assieme. Chi non c’è stato non può capire, e questa è una delle cose che ho apprezzato di più di questo viaggio.

Howth

Vi è rimasto del tempo? Allora andate a Pearse Station e salite sulla Dart, linea di treni che collega la capitale ai paesi limitrofi costieri, spendendo 4.30 € a testa A/R; destinazione: il piccolo villaggio di pescatori di Howth, famoso per le foche che vivono vicino alla costa, ad appena venti minuti da Dublino.

Una volta lì capirete anche voi che quella che avete visto finora non è la vera Irlanda. Dublino è senza dubbio meravigliosa, ma se si vuole scoprire lo stile di vita, il popolo e i paesaggi naturali irlandesi, bisogna andare in posti come Howth. Il porto con i pescherecci ormeggiati, il faro, i negozietti di pesca e i ristorantini di pesce con le insegne azzurre e le ancore dipinte a mano ne fanno un piccolo angolo di paradiso per chi non ama la frenesia di città. Da vedere: la piccola chiesa che si trova vicino al castello, salendo sulla collina, e un vecchio cimitero con le caratteristiche croci celtiche, poco lontano.

E per finire…

Tornati in centro città, dove vi porto a cena? Da Gruel (68 Dame Street) vi troverete davanti ad una vecchia insegna intermittente al neon, una porta cigolante e una vecchia cucina con fili elettrici scoperti ben visibili già dalla vetrina che dà sulla strada. Vi sento già borbottare, ma mai fermarsi alle apparenze: vi assicuro che l’atmosfera casalinga, quasi da trattoria, mi ha fatto davvero sentire come una del posto. È un ristorante conosciuto soprattutto dai dublinesi, difficile quindi trovare turisti, ed è per questo che mi è piaciuto. Ottimo purè di patate e salsiccia alla griglia, l’acqua è gratis ma del rubinetto, la birra ottima, per un totale di 13 € a testa. Il menu è scritto sulla lavagna nera al centro della sala e varia di giorno in giorno. Credetemi, non ve ne pentirete.

Per concludere, due parole su questo popolo: il più altruista, disponibile e cordiale che io abbia mai incontrato. Gli irlandesi meritano davvero di ricevere tanti turisti ogni anno, perché il loro stile di vita ecologico, i loro paesaggi incontaminati, la loro semplicità e cortese accoglienza li rendono davvero un popolo da cui imparare molto.

In tre parole: andate in Irlanda!