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La Calabria grecanica: un giro different nella punta dello stivale

(foto di fabriziosinopoli)

Quante volte abbiamo sentito dire che il Sud Italia è una risorsa poco sfruttata a livello turistico!?!? Fin troppe. E tra tutte la Calabria è una delle regioni meno conosciute, anche dai suoi stessi abitanti… Qualche mese fa, quando in tv andava spesso in onda uno spot con i bronzi di Riace usati come testimonial, un mio amico, forse un pò severo ma profondo conoscitore della Calabria, mi disse che molti suoi conterranei ritenevano svilente e fuorviante quella versione macchiettistica dei due reperti che in fondo solo il caso ha voluto che fossero ritrovati presso le coste di Riace. Perchè associare la Calabria ai soliti stereotipi, alle solite figure? Al peperoncino ed al mare di Tropea piuttosto che ai Bronzi ed alla città di Reggio?

Esiste un’altra Calabria, poco conosciuta ma altrettanto bella, che aspetta solo di essere valorizzata. La Calabria culla di civiltà ad esempio, quella che un tempo rappresentava buona parte della Magna Grecia.

Questo viaggio inizia a Locri e dirigendosi lungo la costa ionica verso sud conduce a poche decine di km da Reggio Calabria. Andiamo alla scoperta della Calabria Grecanica dell’estremità meridionale dello Stivale!

(foto di Tintern)

Sulla Costa dei Gelsomini, una riviera selvaggia bordata da una macchia tipicamente mediterranea, a 3 km dalla moderna Locri troviamo l’antica colonia greca di Locri Ephizephyrii, uno dei più importanti siti archeologici della regione. Qui potete passeggiare tra i resti delle strade e delle mura di una città che nel VI secolo a.C. contava una popolazione di ben 40.000 abitanti! Il suo teatro si stima che potesse accogliere fino a 4.000 spettatori.

L’itinerario prosegue nell’entroterra, nella città dello sparviero, “jerax” in greco, Gerace in italiano. I motivi per soffermarsi in questa cittadina sono molteplici: per prima cosa il suo aspetto medievale, eredità del dominio normanno, poi il duomo. La cattedrale di Maria Assunta – questo il suo nome per esteso – è uno degli edifici religiosi più grandi della Calabria e presenta una facciata romanica ed interni rivestiti di marmi e maioliche. Il duomo si trova nella parte alta della città, dove potete trovare anche la piazza delle Tre Chiese, San Giovannello (greco-ortodossa), il Sacro Cuore e la più antica, San Francesco, del III secolo d.C.
Dall’alto potete si vede un bel panorama, ma uno ancora migliore potete ammirarlo dal castello normanno, il Baglio, che si trova su una posizione spettacolare sopra uno sperone di roccia.

(foto di a_sorense)

Terza tappa, Roghudi. Un borgo dalla posizione spettacolare! Il vecchio paese si distende per oltre 500 metri sul crinale di una collina alta 500 metri, avvolta alla sua base dalla fiumara Amendolea e circondata dalle montagne. Proprio a causa dell’azione del torrente dalla portata variabile a seconda della stagione, lo sperone di roccia nei secoli si è indebolito e le continue frane hanno costretto gli abitanti ad andarsene… resta solo uno scenario suggestivo e due formidabili formazioni rocciose,  “I rocca tu Dragu” e “Ta vrastarucia“.
L’ultimo tratto per arrivare al paese si percorre solo a piedi, ma dalla costa potete raggiungere questa zona dell’interno del parco nazionale dell’Aspromonte proveniendo da Bova oppure da Galliciano. Se fate questa seconda scelta preparatevi ad affrontare qualche decina di km di strada tortuosa ma estremamente affascinante! In ottime condizioni (fino a qualche anno fa) fino a Roccaforte del Greco e un pò sconnessa da lì fino alla vallata.

Pentedattilo - foto di Cinzia A. Rizzo / fataetoile/amo le stelline

Altra destinazione da non perdere (ed altro “paese fantasma”) è Pentedattilo. Di questo piccolo gruppo di abitazioni disabitate sovrastate dalle dita rocciosa di una rupe gigante a forma di mano ne ha già parlato Alex e quindi vi rimando al suo bellissimo post :-)

Infine, da Roghudici ci spostiamo in quello che era il centro più importante della zona grecanica jonica (che dal suo nome prende il nome di Bovesia), Bova. Molti suoi abitanti nel corso degli anni hanno deciso di trasferirsi a Bova Marina, ma un gruppo di alcune centinaia di persone determinate a non dimenticare le proprie radici continuano a mantener vivo il borgo appollaiato a circa 800 metri di altezza.
Oltre alle rovine del castello del XII secolo potete visitare la cattedrale di origine normanna e la chiesa di San Leo. A quest’ultimo, patrono di Bova, ogni anno agli inizi di maggio viene dedicata una festa dalle antichissime origini (XVII secolo) che ruota intorno ad una processione in onore del santo.