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Slow travel in Puglia

Succede che, osservando un dettaglio, si è colpiti dall’insieme in cui quel dettaglio “è insignificante”
(cit. Tiziano Terzani)

 

Mi dispiace disturbare il Sig. Terzani, ma in questa sua frase ho trovato la mia personale definizione del viaggiare slow.

Viaggiare slow: ho pensato fosse una nuova trovata del mondo turistico, un trend che in fondo non avesse chissà quale particolare significato. Ho quindi intrapreso uno slow travel per lavoro, perché dovevo promuovere questa nuova “filosofia”, ma nonostante mi fossi documentata, mi sfuggiva un ingrediente, quello che fa la differenza.
La mia meta è stata l’altopiano carsico della Murgia, a 300 mt d’altezza sul livello del mare. Una Puglia distante dal turismo di massa, nella quale conoscere e riconoscere, scoprire e ricordare, sognare e percorrere sono stati la chiave di lettura originale che mi ha guidato all’interno di un panorama sconfinato. Dove si trova il nuovo in tutto ciò? La novità è sottile ma non per questo scontata o trascurabile. È il passare attraverso un dettaglio, come l’antica ricetta dell’olio extravergine e scoprire quanta dedizione i pugliesi hanno per gli uliveti di Andria. È il prendere parte a un’escursione in località Pontrelli e scoprire che stai letteralmente passeggiando nella storia… sono infatti oltre 4.000 le impronte lasciate dai dinosauri e quei ciottoli, quei reperti sono la chiave interpretativa in grado di svelarti l’anima di una regione che pensavi di conoscere. È la consapevolezza della visita in una terra che non è la tua, il rispetto e la gioia che nascono nel conoscerla e alla quale è un vero peccato non dedicare tempo e la giusta attenzione.

Panorama dalla biomasseria

Anche la scelta del mio abitare è stata slow ed ecosostenibile, due aspetti che vanno di pari passo. Si chiama Lama di Luna la Biomasseria risalente al XVIII secolo, nella quale è stato eseguito un attento e minuzioso lavoro di bioarchettitura. Alcuni dettagli? 48 pannelli solari e quasi altrettanti fumaioli, biancheria di cotone grezzo e saponi all’olio d’oliva, la possibilità di partecipare attivamente alle lezioni di pratiche agricole biologiche.

Ho trascorso 4 giorni con orecchie e occhi sempre ben aperti, pronti a cogliere i colori, gli sguardi di chi questa regione la ama, i suoni e le musiche tipiche. Ho ritrovato il tempo da dedicare alle sfumature giallorosse delle antiche dimore dei coloni e dei mezzadri e ad assaporare un menù di prodotti genuini e a km zero. È la componente personale a risultare più forte se si sceglie di viaggiare slow e la Puglia ha tutto un altro fascino se scoperta con un andamento lento.