• Pin It

Intervista a Simonetta Clucher, travel blogger e molto altro

Per il numero “Vacanze avventura” ho deciso di intervistare la mia amica Simonetta Clucher, giornalista, travel blogger di Sulle Strade del mondo, professoressa di geografia nonché coordinatrice di “Viaggi avventure del mondo”.

islanda

Simonetta in Islanda

Sei stata in India, Islanda, Canada, Sud Africa, Cuba, Messico e in molte altre destinazioni in giro per il mondo, qual è stato il viaggio più avventuroso?

Ogni viaggio è in sé una piccola avventura. Ci sono situazioni da affrontare, luoghi da scoprire, persone da conoscere. Tutte esperienze che aiutano a crescere. Per questi motivi, forse quello che considero il mio viaggio più avventuroso è stato quello in India. Un’avventura quotidiana di due ragazze di 26 anni che affrontavano il loro primo viaggio all’estero da sole, in un paese difficile e problematico come l’India. Niente di organizzato, a cominciare dalla partenza: dall’idea del viaggio al volo sono passate solo tre settimane, giusto il tempo per fare il passaporto, a tempo di record, e ottenere il visto. Poi la partenza, su due voli diversi. Quindi l’arrivo a Delhi che ci ha catapultato in un mondo diverso. Lo avevo studiato sui libri di geografia, ma viverlo in prima persona è stata tutta un’altra cosa, anche perché abbiamo scelto di muoverci per il Paese sempre con mezzi pubblici a stretto, strettissimo contatto con gli indiani.  Forse ti aspettavi un tipo diverso di avventura, ma questa, anche se di tipo molto interiore, per me è stata quella più forte.

Qual è la situazione più difficile che hai dovuto affrontare durante uno dei tuoi viaggi?

Un incendio in piena notte, in una città di legno. E’ accaduto a Bergen, in Norvegia, durante un viaggio in Scandinavia. Ad andare a fuoco non è stato il nostro ostello, ma l’edifico adiacente. Il rischio che le fiamme divorassero anche il nostro era comunque alto e per questo siamo stati evacuati in piena notte. Eravamo in pigiama e ciabattine e abbiamo trascorso molte ore al freddo facendoci mille domande. Per fortuna alla fine tutto è andato bene, la mattina le fiamme erano state domate e abbiamo potuto rientrare per prendere soldi, documenti e bagagli.

incendio a bergen

Incendio a Bergen

Cosa ne pensi dei viaggi in solitaria? Li hai mai fatti?

Ammiro molto chi fa viaggi in solitaria. Grazie al mio blog ho conosciuto due persone, Eddy Cattaneo e Francesco de Marzio, che addirittura hanno fatto il giro del mondo in solitaria. Il fatto di partire soli li ha portati a fare incontri molto interessanti e soprattutto autentici che difficilmente riescono al viaggiatore che parte in compagnia.  A me piace molto viaggiare, ma ho sempre cercato di farlo con qualcuno. Partire da sola mi spaventava, poi un giorno, “giocando” su un sito ho provato a cercare un regalo per il mio compleanno ed ho trovato un volo low cost per Valencia ed ho comprato il biglietto. Così sono partita in compagnia di me stessa. Ho molto apprezzato la libertà di decidere che cosa fare, anche prendere il sole su una panchina, se ne avevo voglia. Quello che mi è mancato molto è stata la condivisone, il poter sorridere a qualcuno e dire semplicemente “Guarda, hai visto che bello?”

Sei coordinatrice di Viaggi avventure nel mondo, un’associazione ormai conosciutissima che propone un modo alternativo di viaggiare, non i soliti pacchetti da agenzia per intenderci. Qual è esattamente il tuo ruolo?

Come dice la parola stessa il mio ruolo è quello di coordinare il viaggio e far sì che vada tutto bene. La filosofia di fondo è quella del viaggio autogestito, quindi credo molto nella collaborazione dei partecipanti che cerco di coinvolgere valorizzandone le qualità e le esperienze. In ogni caso prima della partenza studio l’itinerario, mi occupo di prenotare i vari pernottamenti o escursioni particolari. Spesso prenotando dall’Italia si riesce ad avere un prezzo migliore e questo rientra anche nella gestione della cassa comune. C’è una cifra stimata necessaria a coprire le spese di ogni viaggio ed è compito del coordinatore evitare di sforare. Scusa la risposta un po’ tecnica, ma la domanda la richiedeva. Lasciami aggiungere che sono una coordinatrice ormai da dieci anni. In questo periodo ho fatto almeno un viaggio all’anno e il bilancio è sempre stato molto positivo, non solo per i luoghi visitati, ma soprattutto per l’esperienza di gruppo. E’ incredibile come 10-18 persone che non si sono mai conosciute prima riescano a sviluppare un tale spirito di gruppo che non si esaurisce con la fine del viaggio. Ho visto nascere grandi amicizie e anche qualche bella storia d’amore.

I viaggi di Avventure del mondo sono secondo te adatti a tutti?

Ci sono centinaia di proposte diverse in tutto il mondo, che vanno dal viaggio tranquillo di mare a viaggi on the road, dove i partecipanti si alternano alla guida o viaggi con l’utilizzo di mezzi pubblici, non mancano poi viaggi in moto, nel deserto, alpinistici e molti alri ancora. C’è veramente di tutto, quindi, per rispondere alla tua domanda direi che forse è più corretto dire che tutti possono trovare un viaggio adatto a loro.

Insegni Geografia in una scuola media, i tuoi alunni si interessano ai tuoi racconti di viaggio? Sono ragazzi curiosi?

Il racconto dei miei viaggi è parte del mio modo di insegnare, non solo la geografia, ma anche la storia e la lingua italiana. Pensa che lo scorso anno ho fatto fare un tema partendo da tre foto di altrettanti viaggi. Sono ragazzi molti attenti e interessati ai miei racconti, ascoltare queste mie esperienze gli fa amare di più la geografia.

Quali sono le tre cose che non mancano mai nel tuo zaino?

Qualche indumento da buttare, così alleggerisco lo zaino e lascio spazio per i nuovi acquisti; un telefono in più, da utilizzare con una sim locale, fondamentale in alcuni casi nella gestione del viaggio; e per ultima una carta di credito, che sempre più spesso si rivela indispensabile.

Mappa o navigatore? In questo sei vecchio stile o prediligi la tecnologia?

Sarei per rispondere mappa, ma la tecnologia c’è ed è bene utilizzarla. Il navigatore è sicuramente utile in molte situazioni, ma non è infallibile, quindi va bene, ma sempre accompagnato da una carta.

Il tuo ultimo viaggio è stato in Islanda, qual è la cosa più avventurosa che ti sei ritrovata a fare?

Guadare i fiumi, anche se il viaggio in Islanda è stato molto avventuroso. L’Islanda ha un’unica strada statale che corre lungo il perimetro dell’isola. Quando si vogliono raggiungere località dell’interno si trovano solo strade sterrate che talvolta incontrano dei fiumi, ma quello che scarseggia sono i ponti. In quel caso l’unica possibilità per andare aventi è attraversare il fiume seguendo le tracce lasciati dagli altri, verificando l’altezza dell’acqua e lo stato del fondo e comunque con estrema cautela.

islanda

Viaggio in Islanda

Anche la cucina è un’avventura, qual è il piatto più strano che hai mangiato?

Più che mangiato direi bevuto. E’ stato il tè bollente al burro di yak. Me lo hanno offerto dei monaci buddisti in un monastero nepalese. Non ero nelle condizioni di rifiutare, ho bevuto anche se è stata la cosa più terribile che io abbia mai assaggiato… è veramente cattivo e quando si fredda, diventa anche peggiore!

So che sei spesso in giro per l’Italia e per il mondo, la tua prossima tappa?

Tappe italiane per ora. A ottobre infatti andrò qualche giorno a Perugia con degli amici provenienti da più città italiane. Il viaggio è la scusa per incontrarci di nuovo. A fine mese, per il mio compleanno, tornerò alle Terme sensoriali di Chianciano per un fine settimana tutto relax, insomma questa volta niente di avventuroso.

Domanda di rito: il posto che non hai ancora visitato ma che sogni da una vita?

Un posto molto, molto avventuroso, la Patagonia. Un sogno che coltivo da anni. Però il mio è stato un viaggio letterario attraverso le pagine di Bruce Chatwin “In Patagonia” e Luis Sepulveda “Patagonia Express” e cinematografico insieme alle “Tre Mogli”  di Marco Risi, ma presto, ne sono certa, diventerà un viaggio reale, con il giusto pizzico di avventura.

Ringrazio Simonetta per questa intervista!