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Mai dormito in un bosco?

Non avevo mai provato l’esperienza di dormire in un bosco. E poi un bel giorno, grazie ad un blog tour nella Maremma Toscana, è successo. Non vi dico i trip mentali che mi ero fatta fin da subito: come montare le tende, come e cosa mangiare, e soprattutto come vivere la nottata al buio e coi rumori di un bosco sconosciuto. E poi, inevitabilmente, ti vengono in mente circa un milione e mezzo di film dell’orrore che si ambientano in un bosco e in cui i protagonisti, il più delle volte, sono proprio un gruppo di ragazzi!!!

Lo ammetto, le mie aspettative iniziali erano spaventose. Non sono una fifona, anzi. E devo ammettere che adoro la montagna e i boschi, ho fatto numerose escursioni alla ricerca di funghi, mirtilli e fragoline di bosco quando ero adolescente, ma mai e poi mai avevo pensato di poter trascorrere un’intera notte in un bosco, e tutto quello che ne comporta.

Dato che sono qui a raccontarvelo, nessun psicopatico serial killer ha trasformato la mia avventura nei boschi in un revival horror :D Anzi, col senno di poi posso assicurarvi che dormire in un posto sconosciuto e all’aperto è davvero una figata! Ma andiamo con ordine.

Cosa serve per accamparsi in un bosco

Ho scoperto che la scelta degli strumenti da portare con sè durante un’esperienza di questo tipo non sono banali, anzi. Il kit dell’”avventuroso” non deve farsi mai mancare il necessario per trascorrere la notte nel bosco in una situazione di comodità, quindi: teli, tanti e plastificati, da utilizzare sia come stuoia per terra, dove stendersi poi con il sacco a pelo, sia come tenda da agganciare con dei tiranti agli alberi in modo da creare una tettoia contro l’umidità, o ancor peggio la pioggia. Ottima alternativa è la tenda da campeggio, ma vi assicuro che dormire in tenda (esperienza vissuta decine di volte) e dormire su un telo, all’aperto, in mezzo ad un bosco è un’esperienza assolutamente diversa!

Per allestire la “zona notte” è importante saper scegliere bene il punto giusto del bosco, possibilmente non vicino a un fiume o un torrente per l’umidità, meglio una zona più interna e riparata dal vento, con molti alberi a fare da scudo. Tende e teli vanno disposti il più possibile vicini tra loro, e l’ideale è creare un focolare al centro.

Il fuoco, necessario per cuocere del cibo, è ancor più fondamentale per tenere lontani gli animali e per scaldarsi durante la notte. Per crearlo è indispensabile trovare delle grosse pietre e disporle in cerchio, e all’interno disporre la legna da ardere. Il “come accendere il fuoco” è un’arte molto difficile che mi hanno spiegato ma che ora spiegare a voi, con un post via internet, non credo sarei in grado di fare. Per questo vi dico: tagliate la testa al toro e portatevi un fire-stick o un accendino! ;)

Della serata nel bosco intorno al fuoco ricordo con estremo piacere il momento della cena coi miei compagni di avventura. Tutti lì intorno al focolare, a mangiare salsicce (portate da casa) infilzate con dei bastoncini di legno reperiti lì nel bosco. E poi a chiacchiera finché il sonno non è sopraggiunto. Quindi tutti nel sacco a pelo, chi nella tenda, chi (come me) sul telo, all’aperto!

Favolosa la sensazione di addormentarsi nel bosco, con i rumori dell’ambiente che ti circonda, di qualche animaletto o uccello che senti muoversi in lontananza, con il calore del focolare a pochi metri di distanza. E tu, nel tuo sacco a pelo, provi ad addormentarti, e alla fine ci riesci fino a che ti svegli qualche ora dopo, alle prime luci del giorno. E il primo pensiero che ti balza nella mente è quella raccomandazione che ti hanno fatto poco prima di addormentarti: “Domattina prima di uscire dal sacco a pelo fate attenzione che non ci sia una vipera ai vostri piedi. Di solito col calduccio di rimpiattano lì!” :O

Ringrazio per questa avventura “wild” Riccardo Chessa del Parco Archeologico Gli Albori a Grosseto.