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Un viaggio alla scoperta di se stessi

L’anno scorso di questi tempi completavo gli ultimativi per il mio viaggio nelle capitali baltiche: Vilnius, Riga e Tallinn. Un viaggio on the road alla scoperta di tre nazioni che fino agli ’90 erano state sottomesse dalla potente unione sovietica. Un viaggio tanto desiderato che progettavo da mesi. Un viaggio che mi ha cambiato tantissimo. Vi state chiedendo il perché? Ogni tanto ancora me lo chiedo anch’io :D

La coccinella fortunata di Vilnius

La coccinella fortunata di Vilnius

La Lituania, la Lettonia e l’Estonia non hanno niente di avventuroso ve lo assicuro. Sono tre nazioni abbastanza sicure e tranquille ma per me è stato lo stesso un viaggio avventura. Quale è stata la mia avventura? E’ stata sconfiggere la mia mente. Ero un po’ depresso, avevo da poco troncato un rapporto che faceva acqua da tutte le parti, lavorativamente parlando passavo uno di quei periodi bui dove spesso ci si chiede per quale motivo si viene pagati. Ero una persona psicologicamente debole. Non avevo ben chiaro quali fossero le cose importanti della vita. In più qualche giorno prima della partenza mio fratello ha dovuto rinunciare al viaggio. Ero solo, stavo rinunciando. Poi ho letto uno dei tanti articoli che avevo scritto sul viaggio in solitaria e mi sono fatto coraggio da solo. Mi ripetevo di continuo questa frase: “Dai parti, non hai nulla da perdere. Cosa devi rimanere a fare qui?“. Mi sono auto convinto a partire.

Ancora ricordo la mattina del 1 ottobre 2011, sono arrivato a Ciampino un’ora prima per prendere con calma il volo che mi avrebbe portato a Vilnius, la prima tappa del mio viaggio. Ero convinto di aver fatto la scelta giusta. Quella mattina mi sarei dovuto incontrare con Danilo che era in partenza per gli MBA2011 (gli oscar del web) come portavoce di Travel Different e del suo blog nominati entrambi come miglior blog di viaggio 2011. Purtroppo quella mattina i controlli di sicurezza sono stati più “rognosi” del solito e non siamo riusciti neanche a prendere un caffè assieme. Vedere una faccia amica sicuramente mi avrebbe fatto bene. Salito sul boeing 787 della Ryanair non potevo più tornare indietro. Ormai dovevo partire.

La cattedrale di Vilnius

La cattedrale di Vilnius

Durante il volo che dura circa 3 ore per la testa mi sono passate tanti di quei pensieri brutti che a pensarci ho ancora i brividi dal terrore. Volevo scendere, volevo buttarmi giù da quel fottutissimo aereo. La hostess vedendo la mia faccia pallida più volte mi ha chiesto se mi sentivo bene e se desideravo una mano. Durante il volo non riuscivo a tranquillizzarmi ero in uno stato di panico continuo. Cercavo di dormire, di occupare il tempo leggendo la guida ma niente l’unica cosa che desideravo era quella di scendere e di tornare a casa. Mi maledicevo, mi odiavo perché mi ero auto convinto a fare una cosa stupida, non dovevo farlo ero troppo debole. Per la prima volta nella mia vita dubitavo di quello che stavo facendo. Avevo paura.

Sceso dall’aereo avevo la sensazione di smarrimento, non sapevo cosa fare, non sapevo dove dovevo andare. Ero completamente nel pallone. Seguivo la folla di passeggeri sperando di trovare dietro di loro la mia strada. Il tempo di Vilnius non aiutava, faceva freddo. Mi sentivo freddo.

Poi come spesso succede nei film c’è stato il colpo di scena. Conosco Paolo e Stefano due ragazzi di Roma che si trovano a Vilnius per un Gnocca Travel… non aggiungo altro. Paolo di origine polacca è il più carismatico dei due, ha cercato fin da subito di fare amicizia e di coinvolgermi in “quasi” tutto quello che facevano. Dopo aver lasciato i bagagli in hotel siamo andati in giro a cercare di “divertirci” un po’. Non avevo nessuna voglia di andare in giro per una città che non conoscevo a cercare di rimorchiare qualche biondina, ma allo stesso tempo non avevo voglia di star solo ed ho assecondato i due nuovi amici. Mi sono ritrovato a passare un pomeriggio in un centro commerciale a guardare ogni “pischella” che ci passava davanti, a giocare alla roulette in un casinò e a bere dell’ottima birra in un bar. Quel giorno ho anche conosciuto George, amico di Paolo e Stefano, un ragazzo originario della Georgia che era partito da Roma alla ricerca di una ragazza di cui era innamorato. Ero rimasto molto affascinato dai suoi racconti e da come una persona possa percorrere tutta quella strada solo spinto da un sentimento come l’amore. La sera la passammo in giro tra le tante discoteche di Vilnius.

Ragazzi in bici a Vilnius

Ragazzi in bici a Vilnius

Dopo quella notte non ho più rivisto gli amici romani. Il mio viaggio è continuato da solo, non ho avuto più il pensiero di tornare a casa. Ho continuato per la mia strada ed è stato uno dei viaggi più belli della mia vita. Ricco di emozioni che faccio fatica a descrivere.

Quella notte la ricorderò sempre, una serata che mi ha aiutato a sconfiggere tante paure e a farmi capire che i problemi vanno affrontati e non messi da parte. Che nella vita i momenti brutti ci sono e ci saranno sempre. Ma soprattutto che non dobbiamo mai rinunciare a niente per paura di qualche cosa, non sappiamo cosa ci aspetta lì fuori.

Ho solo un consiglio da darvi: viaggiate e godetevi tutte le avventure che vi capitano durante il vostro cammino chiamato vita.