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L’esperienza Tunisi

L’esperienza di viaggio, per noi, è iniziata già in nave. Palermo – Tunisi. Sono molti i tunisini che decidono di tornare in patria per le vacanze. La nave era stracolma. Nel pomeriggio ci sediamo sul ponte e vediamo che un gruppo di uomini comincia ad animare le ore che continuano a trascorrere noiose. Musica araba, balli e cori.

Avenue BurghibaQuando arrivi a Tunisi via mare il primo impatto è radicalmente diverso da ciò che ti aspetta per il resto della tua permanenza nella città Africana. Ti ritrovi catapultato dentro un gigantesco porto, strutture moderne, organizzazione ottima. Ti accorgerai della vera anima tunisina poco dopo.

Oltrepassata la porta a vetri che segna gli arrivi, verrai assaltato da una serie di tassisti, con o senza licenza, che si offriranno di portarti al tuo albergo. Tunisi è una città dai mille volti, non puoi capire di cosa si tratta se non la vivi per più giorni. Tutto può cambiare nell’arco di un centinaio di metri. Dalla via principale puoi gettare uno sguardo oltre una traversina non illuminata ed accorgerti che, in realtà, l’anima della città soffre di una forte schizofrenia. Dalla modernità di Avenue Bourghiba al degrado della periferia. Tunisi è enigmatica e dalle mille sfaccettature.

Così ci siamo ritrovati a passeggiare per la periferia, in stradine maleodoranti, vivevamo nel passato. Un passato che ormai in Italia è stato cancellato da tempo. Case basse, strade strette, canali di scolo ai bordi delle vie che, inevitabilmente, formano dei piccoli stagni. Anziane signore che armate di scopa e tubo decidono di pulire il marciapiede antistante il proprio portone. Tunisi è un salto nel passato. Durante il nostro soggiorno in città abbiamo vissuto il Ramadan. Il digiuno religioso musulmano. Un mese in cui ogni buon musulmano non mangia, non beve e non fuma dall’alba al tramonto.

Dall’esterno sembra un’assurdità, dall’interno è invece molto sentito. Abbiamo parlato con diversi tunisini, l’unica concessione che si fa chi lavora è l’acqua. Nessuno fuma, nessuno mangia. Noi abbiamo rispettato la loro tradizione, ci concedevamo dell’acqua ma stavamo ben attenti ad evitare di dissetarci in luoghi eccessivamente affollati, nessuno ha mai contestato il nostro non rispetto del Ramadan, anche se qualche occhiataccia è arrivata. Non abbiamo mai fumato né mangiato in pubblico.

Al calare del sole la città cambia volto, dal caos si passa al totale deserto. Scende un silenzio di tomba per le strade, dopo qualche minuto cominci a sentire una cantilena quasi ipnotica: la preghiera della fine del Ramadan, viene trasmessa dai megafoni di ogni minareto di ogni moschea della città. Incantati dalla preghiera ci siamo fermati davanti ad una moschea per apprezzare la giovialità con la quale si vive questo momento di fine della giornata di digiuno: una lunga tavolata comune. Tunisi è religione e tradizione.

Mentre cammini in città, ti accorgi di diverse cose: non esistono semafori, non esistono strisce pedonali, non esistono regole. Se non presti attenzione rischi di essere investito da automobilisti in preda ad una crisi di nervi o da tassisti intenti a terminare la loro corsa il più presto possibile. Clacson, rumore, parolacce in arabo. Tunisi è caotica.

Tra le cose che più colpiscono gli occidentali c’è la situazione della donna araba. Il giorno che, nella medina, intravedi il primo Burqa rimani sconvolto. Forse non te lo aspetti anche se il tuo subconscio è consapevole che possa capitare. Di certo non riesci ad accettarlo facilmente. Una figura completamente nera, coperta da capo a piedi. Calze pesanti, guanti neri. Neanche un lembo di pelle in vista. Resti attonito e fermo nonostante il caos del souq, rimani a guardarla e sale in te l’amara consapevolezza che ciò che vedi è reale. Se viaggiate con la vostra compagna preparatevi a far finta che non esistano gli sguardi degli uomini. Non sono riuscito a capire se con malizia o meno, gli uomini tunisini amano squadrare le donne. Sguardi insistenti che possono dar fastidio. Evitate liti, sarebbe inutile.

Durante tutto il nostro soggiorno, non è mai capitato che qualcuno importunasse la mia ragazza. Se visiti una città araba non puoi evitare di inoltrarti nel Souq. Così come tutta Tunisi anche il suo mercato ha almeno due volti: quello turistico e quello autoctono. Noi abbiamo deciso di visitare prima quello autoctono, guidati dal proprietario di un negozio di profumi (che ci accompagnava con il chiaro intento di venderci il suo prodotto) ci siamo inoltrati nelle strette strade che caratterizzano il gigante mercato. Caos. Molte spinte, miriadi di prodotti diversi. Vestiario, scarpe, fiori, dolci, erbe, spezie. Si viene investiti da mille odori diversi. Non puoi fermarti agevolmente, chi è dietro di te spingerà per passare. Hai in media un paio di secondi per guardare ogni cosa. Vi condurranno sicuramente in una delle terrazze dei palazzi della medina, completamente ricoperta di ceramica. Vi racconteranno che era il palazzo del Re. Fingete di crederci, le loro storie sono parecchio interessanti.

Una volta terminato il giro nel souq ci siamo persi per le strade della Medina. Un intricato dedalo di vie e viuzze che sembra non finire mai. Ad ogni svolta credi di esserti definitivamente smarrito ed, ovviamente, non riesci a trovare il benché minimo riferimento. In questo caso non ti resta che camminare, provare a chiedere informazioni, saltare i tombini da cui sgorga acqua maleodorante e sperare di riuscire a trovare l’uscita della medina senza girare troppo in tondo. Quando vedrai una strada più larga di un metro, ti sentirai libero. Quando, dopo questo gigantesco gir, deciderai di entrare nel souq turistico ti sembrerà di visitare un altro mondo, tutto più calmo. Tunisi è un labirinto.

Una volta a Tunisi deciderai di visitare anche i paesi vicini, Cartagine, Sidi Bou Said, La Marsa. Non aspettarti di trovare un’altra Tunisi, troverai paesi vocati per il turismo, gli abitanti sono abituati alla presenza dei turisti e tutto è reso quanto più occidentale possibile. Dalla pulizia delle strade alla viabilità. Vuoi raggiungerli? Compra un biglietto del TGM alla stazione Tunis Marine, viaggia in seconda classe, preparati ad un’esperienza che non appartiene più al mondo occidentale. Il treno è rinfrescato da ventilatori applicati sul tetto del vagone, i ragazzi che vogliono raggiungere la loro località di mare preferita si divertiranno ad aprire le porte del treno, viaggiando in bilico sulla porta. Avrai il cuore in gola quando il treno passerà sopra uno dei ponti ferroviari ed il ragazzo che sta difronte a te rimarrà in equilibrio su una sola gamba, sull’orlo della porta.

Tunisi è da capire. Non è una capitale europea, non puoi aspettarti gli stessi servizi, le stesse comodità e la stessa attenzione al turista che caratterizza le città dell’occidente. Ti troverai immerso in un mondo che non ci appartiene più. Se vuoi godertela devi visitarla con lo spirito giusto.