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I viaggi di lavoro di un emigrante

La definizione più utilizzata dai dizionari italiani per “emigrante” recita testualmente “colui che emigra, espatria” e “Chi lascia il paese natale specialmente in cerca di lavoro”. Le migrazioni hanno contraddistinto la storia dell’uomo fin dagli albori e sono sempre state contraddistinte (almeno fino al secolo scorso) da un’accezione positiva: ci si spostava sostanzialmente alla ricerca di una vita migliore. Anche nella Bibbia, nell’Esodo si parla della migrazione del popolo ebraico verso la Terra Promessa, la Palestina…

Da allora fino ai giorni nostri passando attraverso i grandi moti migratori dell’inizio del ’900 si può dire che ci sia un elemento comune nella figura dell’emigrante: il viaggio. Anche se con il trascorrere del tempo molto sono cambiate le modalità ed il significato.

Aeroporto di Pechino

(foto tratta dall'album di John K su Flickr)

Nell’era moderna si è aggiunta un’altra tipologia di viaggio che talvolta si associa anche al lavoratore che decide di trasferirsi all’estero… il viaggio di lavoro. Cerchiamo si saperne di più attraverso un colloquio con un mio caro amico, Giacomo A. Pellegrini Susini, laureato in Ing Ambientale e dottore di ricerca in Energetica, ricercatore presso la Cranfield University in Inghilterra (nella quale vive da quasi un paio di anni) spesso in viaggio d’affari.

1. Che cosa significa viaggiare per lavoro?
Significa essere pronti a tutto, ovvero a passare le notti in bianco perchè devi finire una presentazione o lavorare in aereo. Tante volte significa dormire poco e sacrificarsi molto sul piano personale, non avere un minimo di pianificazione sulle ferie e a volte non farle nemmeno… insomma, e’ un sacrificio, uno sforzo che devi fare se lavori a certi livelli. Ma che viene compensato dal vedere lavori realizzati e dal vedere posti nuovi.

2. Qual è il tuo rapporto con il viaggio per affari: una seccatura o un piacere?
E’ un piacere, ovviamente, perche’ ti consente di fare nuove esperienze. Però e’ anche una seccatura: prova a farti una settimana in Cina con il mio capo e poi ne parliamo! Max 4/5 ore di sonno e non per colpa del jet-let.

(foto tratta dall'album di Browneyes su Flickr)

3. Di solito trovi il tempo per fare anche il… turista?
Beh, non sempre…dipende molto dal lavoro che devo fare. Ad esempio, andare a dei meetings o a una conferenza è completamente diverso perchè i meetings non ti danno l’opportunità di avere molto tempo disponibile. Quando posso cerco di f arlo.

4. Qual è la prima cosa che osservi quando metti piede in un posto nuovo?
La differenza di atteggiamento della gente! A prima vista pare che a loro faccia piacere che tu sia nella loro patria, ma ti controllano sempre… Poi mi stupisce l’assenza del sole. Sembra strano ma per noi che siamo abituati a vederlo spesso non e’ facile andare in Paesi dove e’ oscurato dalle nubi (Inghilterra) o dallo smog (Cina).

5. Con i mezzi che esistono al giorno d’oggi (teleconferenze, videoconferenze…) perchè sono ancora importanti i viaggi di lavoro? (Se lo sono)
I mezzi di comunicazione appunto servono solo per comunicare, non per scambiare idee e fare accordi commerciali che alle volte riguardano parecchi soldi. I viaggi di lavoro sono utili per vedere in faccia il tuo “alleato”, socializzare con lui e promuovere/sviluppare nuove idee e collaborazioni. Nei rapporti di lavoro rimane importante il lato umano.
Ti faccio una domanda io: compreresti casa senza conoscere il proprietario di persona?

Ora non mischiamo le carte, o rispondi o fai le domande! :-D (risposta: ovviamente no…).
6. Le tre cose che ti porti sempre dietro in un viaggio d’affari.
PC, spazzola e un buon paio di scarpe. E ovviamente…una maglia della Viola!!! NO, questo non e’ vero, è che in giro vedo un sacco di maglie del Milan e dei bianconeri… :-S

7. Infine l’ultima. Con meno frequenza, ma hai viaggiato anche quando lavoravi nell’università italiana. Hai notato delle differenze?
Sostanzialmente no, credo che la differenza dipenda dal tipo di lavoro che svolgi. Quando ero a Firenze ricoprivo anche un ruolo diverso che mi permetteva di avere anche piu’ ore a disposizione per fare il turista. Però andavo in ristoranti e alberghi meno cari per via dei mezzi a disposizione, molto piu limitati. Ora invece mi posso permettere qualcosa in piu (non la business class in aereo) ma hotel e ristoranti migliori. L’altra faccia della medaglia: ho meno tempo per fare il turista.