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La valigia del lavoratore in viaggio

Non so per voi, ma per me preparare la valigia prima di un viaggio è uno stress non indifferente! A parte dover lottare con tutti quelli che mi stanno intorno e che mi esortano a non lasciarmi le cose da fare all’ultimo minuto – vizio che purtroppo non riesco a togliermi – mi ritrovo sempre più spesso a seminare in ogni stanza bigliettini con le cose da non dimenticare e che, puntualmente, lascio sulla scrivania, nel cassetto o nell’armadio.

Questo post vuole essere, quindi, un vademecum per tutti gli smemorati lavoratori sempre in viaggio che negli anni hanno acquistato più ombrellini di un venditore ambulante!

Foto di Andrew Stawarz su Flickr

Partiamo dal bagaglio: tanto per cominciare potreste fare tesoro dei consigli di Giuseppe (se non l’avete già fatto!) e scegliere accuratamente la valigia da utilizzare. Se state fuori un paio di giorni è inutile che vi portiate un bagaglio degno di un trasferimento permanente dall’altra parte del globo! Limitatevi: viaggiare leggeri e con un bagaglio compatto è la prima regola di un buona organizzazione. Banditi sacchetti, pacchettini e borse che penzolano sbattendo in ogni dove: la probabilità di seminarli sui mezzi e di colpire accidentalmente altre persone è altissima e le conseguenze non sempre piacevoli! Al limite, se avete intenzione di fare acquisti in città o al duty free lasciatevi un posticino nella valigia già dalla partenza e occhio al peso.

Passiamo agli evergreen, ossia a tutti quegli oggetti indispensabili in qualsiasi viaggio e che – dato che diamo per scontata la loro presenza in valigia – lasciamo a casa non senza un attimo di stizza per doverli acquistare una volta giunti a destinazione. Chi di voi non ha mai comprato un doppione di spazzolino (e dentifricio), intimo, fazzoletti? Un altro classico è dimenticarsi le prese multistandard e i caricabatterie di cellulare, macchina fotografica, mp3 (mi raccomando: carico e pieno di bella musica!), ma qui il discorso si fa più tecnologico, quindi passiamo alla parte specifica della valigia del lavoratore.

Foto di remuz su Flickr

Non si sa mai da cosa cominciare nel preparare la valigia, ma nel tempo e con la pratica ho capito che un buon punto di partenza è riservare la tasca frontale per i documenti di viaggio, dati sanitari, gli indirizzi, le cartine e le guide. So che si può salvare ogni informazione sullo smartphone, ma volete mettere la comodità di dare un foglio con l’indirizzo dell’albergo al tassista bulgaro o indiano e farsi capire al primo colpo? Questo ovviamente è valido se non parlate bulgaro o hindi, ma potete riportare il tutto a una lingua che non parlate! Quindi tenete sempre a portata di mano i biglietti con le prenotazioni e l’indirizzo di destinazione di tutti gli spostamenti che si intendono fare durante il viaggio. Possono farvi comodo anche i numeri di telefono dell’albergo, del radio taxi e dei colleghi.

Occorre che vi ricordi di portare personal computer, tablet, telefono, memoria usb, documenti di lavoro in formato elettronico (e in cartaceo se siete particolarmente pignoli o… cecati!), biglietti da visita? Occorre! Non si sa mai quante cose belle possano capitarvi viaggiando… Poi è vero che l’abito non fa il monaco, ma visto che state viaggiando per lavoro ricordatevi il vestito adatto al tipo di attività che dovete svolgere, un cambio informale e/o sportivo per il tempo libero e tutto l’occorrente per trucco e parrucco.

Foto di localjapantimes su Flickr

Non dimenticatevi, inoltre, cavi, cavetti, soldi (attenti al cambio quando necessario!), carte di credito, codici per l’home banking, un libro, una sveglia, un ombrello, gli indirizzi di musei, ristoranti, pub nelle vicinanze (consiglio di avvalersi dei potenti mezzi dei social network per queste indagini).

In ultimo, una vecchia massima scout sempre valida da recitare come un mantra mentre si prepara la valigia: “non esiste il buono o cattivo tempo ma il buono o cattivo equipaggiamento“. Buon viaggio di lavoro!