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Viaggiare in treno, sì ma per lavoro!

Viaggi di lavoro, un tema che non potevo non associare alla mia amica Sara, che quotidianamente svolge servizio di ristorazione a bordo treno sulle tratte Trenitalia tra le principali città della penisola. Un’intervista è la cosa più spontanea che mi è venuta in mente! Una serie di domande semplici cui seguono delle belle considerazioni, talvolta insolite. Buona lettura!

Treni Trenitalia – Foto di i k o

Cosa significa per te un “viaggio di lavoro”?

Unire il dovere al piacere. Da quando ho iniziato a lavorare sono riuscita quasi sempre ad unire le due cose, con il mio primo lavoro come animatrice turistica e adesso con questo, sui treni. “Lavorare viaggiando” è sì un lavoro, ma al contempo permette di avere a disposizione alcune ore libere da spendere da turista: visitare le città di destinazione, scoprire qualche pub o ristorantino consigliato nel quale mangiare e infine andare a dormire in uno degli hotel convenzionati.

Che pro ci sono a lavorare viaggiando?

Potrei dirti molti aspetti positivi che ci sono nel lavorare viaggiando, perchè alla fine diventi un po’ cittadino del mondo o, come nel mio caso, cittadina d’Italia! :) Il fatto di rimanere in una città per poche ore sicuramente non dàl’opportunità di godere a pieno della destinazione nella quale si è arrivati. Ma d’altro canto in questo modo, lavorando sempre sulle stesse tratte (più o meno), si può tornare nella stessa città anche più volte nella solita settimana, o nel solito mese. In questo modo si possono visitare quelle 5-6 città italiane “a rate”, un po’ per volta, in base agli orari di arrivo e partenza e ai tempi da poter loro dedicare.

Quante volte sono arrivata ad Ancona e ho deciso di andare alla scoperta di quei posti che solitamente il turista non vede, ad esempio le strade laterali del corso dove si possono trovare bar e pub affollati di studenti e locali: qui il turismo non arriva! O ancora a Torino, dove solitamente mi piace trascorrere qualche oretta al Ciak si beve, un locale in centro totalmente dedicato al vecchio cinema, con tanto di sedie da regista e cibi e bevande con i nomi di film e registi famosi.

Murales ad Ancona – foto di i k o

E i contro?

L’aspetto negativo di un lavoro come il mio, di lavorare sui treni, è indubbiamente quello di avere poche ore a disposizione tra un cambio e l’altro. Il più delle volte arrivi nelle città di destinazione in tarda serata, quindi la voglia di uscire per vedere cosa c’è nei dintorni passa in secondo piano. Nulla vieta però di arrivare in albergo, giusto per il tempo di fare una doccia, e subito dopo uscire per uno spuntino serale o una bevuta. Come è facile da intuire, tutto questo senza amici o colleghi che ti tengono compagnia. Questa purtroppo è la “croce” che deve portare chi come me fa ristorazione a bordo treno su Eurostar Freccia Bianca e Intercity, a differenza invece di chi lavora viaggiando su Eurostar Freccia Argento e Freccia Rossa e solitamente fa i turni di 2-4 persone sul solito treno.

Svelaci un episodio curioso vissuto durante un tuo viaggio di lavoro!

Più che un episodio vorrei parlare di una sensazione che solitamente provo durante i miei viaggi lavorativi. A quanti di voi è capitato di arrivare in stazione, di notte o la mattina presto, e trovare i clochard nei loro sacchi a pelo o coperti di cartoni? A tutti immagino, e la prima reazione che si ha è di indifferenza, fastidio o intimidazione. Naturale. Ma Ninì ormai non appare più così ai miei occhi. Ninì è un senzatetto che tutte le notti fa del binario 21 della stazione Termini di Roma la sua casa. E vi garantisco che dopo un paio di volte che mi sono ritrovata di notte, da sola, in una stazione pressoché desolata, quell’uomo che gli altri solitamente schivano era tutt’altro che da ignorare. Umile, umano, sempre pronto a dare una buonanotte o a regalare un sorriso. Una figura che, se presente, mi fa sentire più tranquilla durante il turno di notte!

Clochard in stazione – foto di Massimo Galli

Quale altro tipo di “lavoro in cui si viaggia” ti piacerebbe fare? E perché?

Quello della Promoter per un’agenzia di viaggio! Oppure per grandi agenzie pronte all’investimento, ma non in semplici strutture ricettive. Sono una persona che ama l’avventura e non mi spaventa il fatto di dovermi improvvisare nel cercare qualche posto in cui mangiare o dormire: mi piacerebbe scoprire luoghi e posti non ancora pienamente civilizzati o entrati nel circuito turistico. E un lavoro del genere immagino possa offrire opportunità come queste: viaggiare lavorando oppure lavorare viaggiando. Dipende dai punti di vista, ma la sostanza non cambia! Sarebbe il lavoro ideale per chi ama stare sempre in movimento e alla scoperta di nuovi luoghi, culture e tradizioni.

Grazie a Sara Saviozzi per questa bella intervista!