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I “soliti soggetti”… gli scatti classici di un fotografo (in erba) quando è in viaggio

Ogni volta che parto per un nuovo viaggio ci sono delle cose che non dimentico mai di portarmi dietro:

  1. un buon paio di scarpe comode
  2. i miei appunti
  3. la mia fotocamera (insieme a svariate schede di memorie ed almeno 8 batterie rechargeable più il caricatore ;P)!!!

Impensabile fare a meno di quest’ultima! Eppure sono solo un fotografo amatoriale e la mia 2^ compagna inseparabile è solo una digitale bridge (una specie di compromesso tra una compatta e una reflex) che non ho ancora avuto la pazienza di studiare a fondo per utilizzare al meglio delle possibilità…

Le fotografie sono parte integrante dei viaggi di molti di noi e l’avvento delle fotocamere digitali ha riempito a dismisura i nostri album fotografici relegandoli spesso ad archivi online o su disco fisso, riducendo al minimo quelle foto che una volta venivano sfuocate o “tagliate”.
Nonostante la presenza di macchine sempre più potenti e ad alta qualità ci sono però dei soggetti che potremmo definire classici, degli “evergreen” che prima o poi ognuno di noi si è dilettato ad immortalare:

  • il tramonto: chi non ne ha mai fotografato uno? Al mare o in montagna, l’importante è che il campo visivo sia ampio ed il cielo non troppo limpido, in modo che le nuvole riflettano gli spettacolari colori del sole che si nasconde dietro l’orizzonte

(tramonto toscano che ho scattato al Fiano)

  • i volti delle persone: è una fissa di coloro che si recano all’estero in un Paese non occidentale, dove l’abbigliamento e/o i lineamenti dei locali sono differenti dai nostri. L’espressione del volto dice molto di un popolo. Può trasmettere serenità, saggezza, felicità, turbamento e mille altre emozioni!Quindi può essere molto più rappresentativa dell’essenza del posto che stiamo visitando rispetto ai soliti monumenti.  Una buona abitudine è chiedere sempre il permesso alla persona che si vuol fotografare: ricordiamoci sempre che non si tratta solo di una violazione della privacy, qualche volta è la religione o la credenza popolare che vieta di farsi fotografare per non venir derubati dell’anima…

(foto che ho scattato all’Havana Club)

  • il deserto: siete mai stati in un deserto? E’ un’esperienza fantastica, inesprimibile (e così mi tolgo dagli impicci di darne una descrizione ;P)! Il silenzio, lo sguardo che si perde lontano in uno scenario che sembra proseguire all’infinito… Non ci si stanca mai di fare fotografie in un deserto (o perlomeno, a meno è successo così!) sia che si tratti di una distesa di sabbia, di rocce o di dune

(il deserto del Wadi Rum, in Giordania)

  • voi in primo piano con il monumento principale sullo sfondo: se siete a Londra può forse mancare una fotografia che vi ritragga davanti al Big Ben? A Parigi potete fare a meno di immortalare la Torre Eiffel sul palmo della vostra mano? E che dire di quelli che si posizionano nell’atto di sorreggere la Torre di Pisa? Al di là che possano sembrare scontate e banali, le foto davanti ai monumenti sono un must a cui è difficile rinunciare

(foto di C.T.Chang su Flickr)

  • infine, collegato al precedente… il soggetto che non manca quasi mai, un vostro primo piano “mozzato”! Una volta con le analogiche succedeva spesso che al momento dello sviluppo si scoprisse che quel simpatico signore che ti aveva scattato gentilmente una foto, vi aveva eliminato la testa… adesso, con l’anteprima sul display è molto più difficile che accada. Può invece succedere che, belli in posa davanti ad un carro del Carnevale di Cento, inquadrino solo quello e non voi, oppure vi facciano un bel primo piano e della bellezza sullo sfondo non ci sia traccia…

(al Carnevale di Cento…. vabbè, qui non c’è nè il soggetto nè lo sfondo…:-D)