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New York da mangiare

 

A volte i nostri viaggi sono chiusi nelle pagine di un libro, a me è successo leggendo Il giorno in più di Fabio Volo in cui racconta di una New York City da mangiare più che da vedere, portando il lettore alla scoperta di ristoranti, bar, bakery ma anche qualche must to visit.

Ecco, partivo per New York perché, comunque fosse andata, sarebbe stato bello un 

giorno ricordare e raccontare cosa avevo fatto per una sconosciuta. Volevo diventare 

un cacciatore di emozioni e ricordi

 

Doma Cafe & Gallery

Doma Cafe

A colazione sulla 7th Avenue da Le Pain Quotidian, lo so è un noto franchising ma gli ambienti mi piacciono sempre, non so mi ricordano quelle bakery nord europee di design in cui entri per far colazione e mentre addenti un pan brioche caldo con l’aroma di caffè americano misto al profumo di pane appena sfornato ti concedi quell’inizio di giornata tutto per te mentre il mondo corre ma può attendere :) .
Per la pausa caffè, West Village, il Doma Cafe, pavimenti in legno, muro di mattoni pitturati di bianco con quadri di artisti sconosciuti, bancone vecchio di legno, pieno di torte, muffin,  biscotti e un paio di abat-jour e Nina Simone, Carol King, i Rem, Sam Cook, Janis Joplin riprodotti da iPod. Se invece pensate che il diabete sia una formula matematica bisogna fermarsi da Magnolia Bakery, nei pressi di Bleckeery Str., dove scegliere cosa non mangiare è veramente dura.

Per il pranzo, nel Meatpacking, la Macelleria offre una cucina rustica del nord Italia in uno spazio moderno e accogliente, oppure a SoHo il Lucky Strike con ricette della cultura mediterranea, tra cui gazpacho, vari tipi di pasta e addirittura la polenta!! Il bello di viaggiare e anche vivere le città e se siete degli appassionati di cucina perché non andare a fare un salto da Dean & De Luca, sempre a SoHo, regno dell’eccellenza culinaria newyorkese per carne, pesce, formaggi provenienti da tutto il mondo e persino gli utensili da cucina.

Dopo esservi concessi tutte queste pause un po’ di interazioni culturali non fanno male e allora perché non iniziare dal MoMA, il museo d’arte moderna più famoso al mondo, è aperto il sabato, la domenica, il lunedì, il mercoledì ed il giovedì dalle 10:30 alle 17:30; il venerdì dalle 10:30 alle 20:00. Ogni giovedì durante i mesi di luglio ed agosto, l’orario di apertura è dalle 10:30 alle 20:45. Giorni di chiusura: martedì, Giorno del Ringraziamento (quarto giovedì di novembre) ed a Natale; il biglietto d’ingresso costa €25.00 ma vi permette di accedere a tutte le gallerie, al cinema e al programma Moma Audio e al MoMa PS1; se invece vi trovate di venerdì nei paraggi della 54th l’ingresso è gratuito dalle 16.00 alle 20.00 in occasione del Target Free Friday Night, che ha una cadenza settimanale.

Central Park

Sheep Meadow

Proseguendo per Father Demo Square, famosa per i suoi artisti di strada improvvisati e Minetta Street, che dal nome sembra essere una strada “quasi” intima di NY, Giacomo da il suo primo bacio a Michela iniziando a dar vita al loro matrimonio a scadenza, che sarebbe durato solamente nove giorni. Per ritrovare la pace dei sensi invece bisogna recarsi a Manahattan ed attraversare  il polmone verde della metropoli, Central Park e cercare di non perdersi tra le sue tantissime attrazioni: lo Zoo, la collina dei ciliegi, il Delacorte Theater all’aperto, il Natural Observatory per ammirare la fauna, lo Sheep Meadow che da Maggio a metà Ottobre ospita 30.000 persone al giorno sul suo manto erboso e poi la famosa Strawberry Fields che ispirò John Lennon.

La città che non dorme mai è piena di attrazioni, vedi il Jefferson Market Garden, ma per una serata romantica il Sunshine Cinema, uno dei più vecchi in città, o la New York Philarmonic non vi deluderanno, magari con un cena un po’ alternativa a base di hamburger, i più buoni, nel West Greenwich Village, da Corney Bistro, un posto vecchio stile, poco curato ma decisamente originale con la televisione appesa  al muro, nell’angolo dietro il bancone, tavoli di legno pieni di nomi incisi, come quelli che in Italia trovi nelle paninoteche di provincia; non c’era traccia di gioventù nella gestione o nell’arredamento e gli hamburger vengono serviti con le patatine fritte su piattini di carta :D o al The Corner (La Esquina) sulla Kenmare Street, visto da fuori sembra un normalissimo localino, ma quello non è il ristorante. Il ristorante è nascosto. All’ingresso c’è un ragazzo che ha la lista delle prenotazioni, se sei nell’elenco ti apre una porticina e ti fa scendere da una scala, dove alla fine una ragazza ti chiede nuovamente il nome, se anche a lei corrisponde, allora si può entrare, ma per andare ai tavoli bisogna passare nella cucina, tra fornelli, padelle e cuochi. Sembra un posto misterioso. Alla fine il ristorante è in una vecchia cantina in mattoni, piena di candele e quadri strani; cucina messicana veramente buona e margarita da perdere la testa :)

Il giorno dopo per riprendersi fermatevi al Rehoboth SPA Lounge, nel cuore di Union Square, per concedervi un po’ di sano relax tra un massaggio svedese e shiatsu e una buona tazza di the al T Salon di Miriam Novalle, sulla Fifth Avenue (@ 27th Street), paradiso per gli amanti della bevanda. Per il brunch invece, la domenica al Cafè Orlin al 41 di St. Mark’s Place si serve salmone affumicato e uova cucinate nelle maniere più svariate, per $13.00 a persona e se non avete scelto la vostra playlist, inserite nel vostro iPod AC/DC, Wilson Pickett, Al Green, Bill Wither e  la mia preferita, un evergreen della grande mela

Per una città come NYC un libro non basta, ma sicuramente saprete suggerire altri titoli per scoprire il centro del mondo…

«No joke… tonight for you just the truth. You had made a supernova. Believe me».

 

Alcuni indirizzi utili: