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Perché leggere è importante in un viaggio

Viaggiare. Il piacere di una vita. Un desiderio d’adolescente diventato mestiere, un modo di essere. Sempre lo stesso, eppure sempre diverso: prepararsi a partire, andare, scrivere. Ma il senso di tutto questo? Sinceramente, non m’ero mai fermato a chiedermelo.

da “Un altro giro di giostra” di Tiziano Terzani

Perché è così importante leggere? Il mio dottore, un logopedista un po’ noioso e rompi balle, anni or sono mi ha obbligato e anche un po’ minacciato a leggere. Diceva che era fondamentale che io lo facessi perché secondo lui e la sua scienza mi avrebbe aiutato a migliorare quello che lui chiamava: linguaggio verbale. Sempre secondo lui avrebbe aiutato a togliermi un po’ di ansia nello scegliere la parola giusta e quella dalla pronuncia complicata (ho iniziato a parlare a 6 anni, #sapevatelo).

Leggere per viaggiare

Foto di littlecrazybutterfly

Il simpatico medico per convincere la mia mente razionale diceva che nella vita non esistono solo i numeri ma anche i libri pieni di parole. I libri sono un ottimo strumento per allenare il cervello, mi ripeteva in continuazione. Così ho iniziato a leggere, leggevo e da quel giorno non ho più smesso. Leggevo, spesso in viaggio. Si perché quando si viaggia per andare a lavoro o in giro per qualche capitale si ha il tempo per leggere. Leggere aiuta a tenermi compagnia e permette di colmare i momenti “vuoti” classici del viaggio.

Quando viaggio da solo per l’Europa mi porto sempre con me 3-4 libri. Non parto mai senza, ovunque vada nel mio zaino, trolley o valigia c’è sempre un libro. Oltre a tenermi compagnia un libro mi aiuta a far conoscenze, l’avresti mai detto? Un titolo, una copertina un po’ particolare può attirare l’attenzione di qualcuno… ed ecco fatto che ho incontrato un nuovo amico. ;)

Leggere un libro significa anche fare un viaggio differente a volte spirituale, un po’ come quello di Tiziano Terzani nel libro “Un altro giro di giostra”. E’ bello viaggiare con l’immaginazione, ci fa visitare luoghi e posti mai visti prima. Quando ho letto per la prima volta l’Ombra del Vento di Zafon ho immaginato una Barcellona completamente differente da quella che conoscevo eppure c’ero stato già diverse volte prima.

Las Ramblas, Barcellona

Las Ramblas, Barcellona - Foto di Yellow.Cat

Il 90% dei romanzi parla di una destinazione. Gli scrittori senza saperlo scrivono delle bellissime guide di viaggio. Citando luoghi dove poter andare a mangiare, cose da vedere o luoghi romantici dove poter portare la nostra ragazza. Non c’è romanzo che non ci dà qualche consiglio. Pure i fantasy, così irraggiungibili, a volte ci regalano la possibilità di visitare una destinazione sconosciuta. Per esempio J.R.R. Tolkien si ispirò a Moseley Bog (riserva naturale vicino Birmingham) per descrivere i paesaggi e i luoghi “fantastici” del Signor degli Anelli. Quindi non c’è libro che non possa regalare tutto ciò, devi solo far attenzione ai particolari e ai dettagli durante la lettura.

Leggere quindi è fonte di ispirazione per viaggiare e per familiarizzare con la cultura di un popolo di una destinazione che vorremo visitare. In fondo il mio simpatico dottore non aveva tutti i torti e se oggi scrivo, viaggio e leggo è anche merito suo.

Se né io e né il mio dottore siamo riusciti a farti venir voglia di iniziare a leggere, ti lascio alle parole di Fabio Volo forse lui riuscirà in questa impresa. Ciao!

Leggere mette in moto tutto dentro te: fantasia, emozioni, sentimenti. È un’apertura dei sensi verso il mondo, è un vedere e riconoscere le cose che ti appartengono e che rischiano di non essere viste, fa scoprire l’anima delle cose. Leggere significa trovare le parole giuste, quelle perfette per esprimere ciò a cui non riuscivi a dare forma. Trovare una descrizione a ciò che tu facevi fatica a riassumere. Nei libri le parole degli altri risuonano come un’eco dentro di noi, perché c’erano già.
da  “Il tempo che vorrei” di Fabio Volo