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Sulle tracce di Marco Polo, il mondo di ieri e di oggi

 (Marco Polobridge a Pechino – foto di hectorhannibal)

Imporre qualcosa contro la volontà altrui non è solo un’azione da evitare ma spesso è controproducente. Ciò vale per tutti ed a maggior ragione per un ragazzino. Avevo 13 anni quando il mio professore di italiano alle scuole medie scelse come libro di testo “Il Milione” di Marco Polo.
Mi ricordo dei brani letti in classe come un conto alla rovescia interminabile verso il suono della campanella. L’anno successivo non mi sarebbe andata meglio: il prof della 1^ Liceo ci leggeva ogni settimana “I promessi sposi”, croce degli studenti di ogni generazione! :S

Qualche anno dopo, con l’inizio dell’Università, la lettura quasi a mo’ di sfida di quei due mattoni non si rivelò però così dolorosa. Il romanzo del Manzoni ha continuato a non essere uno dei miei libri preferiti, al contrario le imprese del grande esploratore hanno acceso una piccola fiamma ed a volte penso che forse sia stato proprio quello il momento in cui è divampata la mia passione per i viaggi.

Il Milione
dove si raccontano le meraviglie del mondo

Il titolo è di quelli che affascinano.. ed in effetti la narrazione di Rustichello da Pisa, compagno di cella e scrittore dell’opera, non lascia molto nè alla poesia nè tantomeno alla filosofia: il racconto in terza persona di Marco Polo, figlio di un mercante veneziano che parte con il padre e lo zio alla volta del grande e misteriorso Oriente, è corredato di nomi, di fatti, di personaggi e soprattutto di descrizioni.

(la mappa dei viaggi di Marco Polo)

Messer Polo – così spesso viene nominato nel Milione – è un giovane di 17 anni quando parte nel 1971 con il genitore Nicolò e il fratello di lui Matteo per recarsi alla corte del Gran Khan Kublaj in Cina per consegnare una lettera del Papa Gregorio X, desideroso di convertire i Mongoli al Cristianesmo.
E’ l’inizio di un viaggio della durata di ben 24 anni!!! Un viaggio fatto di 1000 incontri, di 1000 storie come quella dei Re Magi e delle loro tombe a Sava nel regno di Persia, di 1000 luoghi meravigliosi come le torri di Mien o il Palazzo del Gran Khan, e di 1000 racconti sulle usanze e le tradizioni nel lontano Oriente.
Il Milione essenzialmente è una macchina del tempo che sposta le lancette indietro di 700 anni, ma è anche uno specchio fedele dei riti e dei tratti di alcuni popoli, rimasti immutate nei secoli dei secoli. I monaci buddisti e i contadini del Tibet, vivono ora come lo facevano allora.

E’ gente allegra, ospitale, tanto che se si presenta un forestiero a chiedere albergo per la notte, da chiunque di essi vada, può star sicuro di essere ben accolto. Il padron di casa, anzi, per lasciare il forestiero più a suo agio, se ne va via“.

Dal golfo di Alessandretta in Turchia i Polo si dirigono verso le regioni dell’Anatolia e dell’Armenia e poi proseguono lungo il fiume Tigri attraverso la Persia e poi per il deserto del Gobi fino al Catai, la provincia più occidentale della Cina della fine del XIII secolo.

(foto di silverlinedwinnebago)

La Cina, questo grande immenso Paese allora praticamente sconosciuto agli europei. I Polo seguono il fiume Giallo e arrivano finalmente a Cambaluc, l’odierna Pechino, dove incontrano Kublaj Khan, discendere del mitico e sanguinario Gengis Khan… Ma il re di quello che è l’impero più grande esistito dalla creazione del mondo è un sovrano illuminato e prende in simpatia il giovane veneziano, tanto da nominarlo suo ambasciatore.

Le avventure di Marco Polo proseguono quindi per tutte le province della Cina fino al Cipangu (il Giappone), la Russia, la grande Persia, l’Uzbekistan della stupenda Samarcanda, la Giordania, Zanzibar… un viaggio continuo, con l’animo curioso del ragazzo che 17-enne era partito da Venezia inconsapevole che sarebbe diventato uno dei più grandi viaggiatori della storia.

Spero vi sia venuta voglia di rimuovere la polvere dalle pagine del Milione… in fondo, nell’animo di noi tutti c’è un piccolo Marco Polo :-)