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Dalla Siberia a Mosca alla scoperta di un mondo che cambia

Non sempre si viaggia da soli per scelta, perchè si vuole vivere un’esperienza diversa o perchè semplicemente è il tipo di viaggio preferito, a volte si può viaggiare da soli per caso.

Strano dite? non proprio! Vi racconto un viaggio incredibile, un viaggio come detto, nato per caso.

Venti anni fa, nell’agosto del 1991 un golpe a Mosca deponeva Gorbaciov; proprio in quei giorni il protagonista di questa avventura, Tiziano Terzani, si trovava casualmente nell’ex URSS, precisamente in Siberia, al seguito di una spedizione Russo-Cinese.

Il nostro non si fa sfuggire l’occasione e approfitta del momentaneo vuoto di potere (e dei conseguenti minori controlli nella rigida e burocratica Unione Sovietica) per lanciarsi in un lungo viaggio che lo porterà in due mesi dall’estremo oriente dell’URSS fino all’epicentro dei fatti: Mosca.

Attraversando le tante repubbliche sovietiche che lo separano dalla capitale, Terzani ha la possibilità di vedere (per la prima volta libero dai controlli e dalla censura del partito) un mondo sconosciuto che è cambiato durante 80 anni di comunismo e che si prepara a cambiare ancora di più ora che il regime sta per crollare.

Il golpe del 1991 a Mosca

Il golpe del 1991 a Mosca

Quello che ne viene fuori è desolante, il ritratto di un sogno che si è trasformato in incubo.

I suoi occhi attenti riescono a scorgere quello che è successo e quello che sta succedendo. Un po’ ovunque è testimone oculare dell’abbattimento delle statue di Lenin, simbolo del passato.

Capisce, in anticipo, il pericolo dei nazionalismi che emergono dai buchi di potere lasciati dai sovietici; allo stesso modo, nel Caucaso, intuisce che il crescente fondamentalismo islamico sarà la piaga del futuro e che rischierà di portare guerre e lutti (come poi succederà in Cecenia e in tutta l’area).

Nel frattempo è testimone dello scempio ecologico perpetrato negli anni, che ha portato alla distruzione di grandi aree, rese inospitali dall’inquinamento. Ma non solo: anche l’orrenda a e decadente architettura comunista, palazzoni tutti uguali che lo accompagnano dalla Siberia a Mosca.

Scopre il disegno criminale di Stalin, che ha prodotto volutamente tante repubbliche etnicamente eterogenee, dominate da una minoranza di russi emigrati come una sorta di colonizzatori. Descrive le paradossali logiche dell’economia sovietica che, nel momento del crollo dell’impero, hanno come conseguenza l’impossibilità di reperire molti oggetti di consumo.

In tutto questo mantiene l’occhio del curioso, che vuole capire, esplorare, conoscere un mondo nuovo.

Uno dei momenti più interessanti, almeno per me, è quello in cui arriva nella tanto sognata Samarcanda… sarà come se l’aspettava??

Samarcanda

Samarcanda (foto di Mans i mànigues - Flickr)

Infine arriva a Mosca, davanti al Mausoleo di Lenin e può trarre le sue conclusioni

Quello che vi ho descritto, volutamente in modo approssimativo per non rovinarvi il piacere di leggerlo, è il viaggio che Tiziano Terzani ha raccontato nel suo “Buonanotte, Signor Lenin”.

Uno dei miei libri preferiti, il primo che ho letto di Terzani. Un capolavoro che mi ha cambiato profondamente, anche nell’approccio al viaggio che ho avuto da quel momento in poi; da turista ho imparto ad essere un viaggiatore.

Insomma, per me, questo è il più appassionante, coinvolgente, istruttivo viaggio in solitaria; magari un giorno avrò anche io l’occasione di farne uno così.

Buonanotte, signor Lenin

Tiziano Terzani, Buonanotte, Signor Lenin, collana Il Cammeo, Longanesi & C., 1992, pp. 428. ISBN 88-304-1093-4