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Come entrare gratis al Roskilde Festival (Danimarca)

Chi non conosce il Roskilde Festival? Va bene, probabilmente un sacco di gente non ne avrà mai sentito parlare, ma si tratta di un evento epocale. Addirittura io, che non sono esattamente la più aggiornata del mondo, sapevo già di cosa si trattasse, ma viverlo di persona si è rivelato infinitamente più entusiasmante!

Foto di Comawe

Sono passati un bel po’ di anni da allora, parliamo di luglio 2003, ma il ricordo è vivido come fosse ieri. Era il capitolo finale di 6 mesi di Erasmus in Danimarca, giusto per chiudere in bellezza! Un totale di 7 palchi, cioè 7 spettacoli in contemporanea ad ogni ora, da avere davvero l’imbarazzo della scelta. Ho visto concerti fantastici, grandi nomi tutti in una sola occasione: Blur, Coldplay, Massive Attack, Dave Gahan, Iron Maiden, Metallica e tanti tanti altri.

Foto di ozkurtoglu

Ma al di là della musica, quello che era davvero emozionante era tutta l’atmosfera del festival che si faceva sentire già da settimane. Siccome il prezzo del biglietto di ingresso non era indifferente (per l’edizione 2012 sarà di circa 230 euro), molti di noi avevano cercato una soluzione alternativa, vale a dire lavorare come volontari presso l’organizzazione del festival e rimediarci così l’ingresso gratuito. Ovviamente bisognava muoversi per tempo, quindi già da aprile eravamo tutti in fibrillazione per questo festival. Avevamo fatto domanda sul sito ufficiale del Roskilde festival e, incredibile, ci avevano chiamato in tanti! Alcuni di noi si erano ritrovati a coprire mansioni assurde, tipo sorvegliare una sorta di scultura artistica (di dubbio gusto tra l’altro) da potenziali vandali, ma c’erano anche lavori più divertenti. Io sono finita presso uno stand gastronomico, a preparare quantità industriali di panini a tutte le ore, giorno e notte. Ci avevano organizzato in turni di 5 ore l’uno, per un totale di 20 ore di lavoro, lasciandoci quindi la possibilità di goderci in pieno il festival per tutto il resto del tempo. E se proprio eri stato sfortunato da beccarti il turno in concomitanza con il concerto dei tuoi sogni, potevi sempre chiedere un cambio.

Foto di Comawe

Altra cosa che mi aveva colpito molto erano le massicce misure di sicurezza. Crowd surfing assolutamente vietato, e gli artisti stessi dal palco non facevano altro che raccomandarsi di non spingere e di stare calmi. In particolare mi ricordo i Metallica, che avevano interrotto il concerto per placare gli animi e che avevano invitato alla cautela prima in inglese e poi in danese: aveva preso la parola il batterista, che è appunto danese. Era evidente che l’incidente di soli 3 anni prima, quando morirono 9 ragazzi schiacciati dalla folla durante il concerto dei Pearl Jam, aveva segnato la storia del festival. Ma l’organizzazione del 2003 era obiettivamente impeccabile, niente era stato lasciato al caso e, tra l’altro, pure il bel tempo ci ha assistito!